Non ho scritto un libro. Ho scritto un pretesto. Una scusa per potere, poi, scrivere di come ho tentato di venderlo. Di giornate divise tra: telefonate di segretarie di redazione alle quali dire che, mi raccomando, nel “panel di opinionisti” tengo particolarmente ci sia Meluzzi; simulazioni di affinità elettive con conduttrici analfabete; fotografi che obiettano alla solida certezza che no, casa mia non sia fotografabile, e no, neanche “un angolo, un dettaglio, un narghilé.”
Non ho scritto un libro. Ho trovato solo il modo – passando per tappe formative come quella (non vedo l’ora) in cui annuirò alla notizia che non ci sono solo uomini fallati, ci sono anche mariti impeccabili come Pino Insegno – di arrivare laddove Tom Wolfe mi invidierà. Tra Karina e Gianni Sperti.
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“che diavolo stai dicendo Willis???”