Ho i testimoni: io lo dico da anni. Che se organizzasse dei corsi di formazione io mi ci iscriverei. Che se volesse svelarsi al mondo mi presterei gratuitamente a diventare la sua Maria Latella. Che tutto quel che non ho mai capito degli uomini lei saprebbe spiegarmelo. E che, soprattutto, quella da intervistare sia lei. Anche perché Lorenzo quel che ha da dire lo dice nelle canzoni, e tutte le canzoni parlano di lei, quindi sono felice di non essere più sola nel sostenere che quella da intervistare sia LaFrà. Sono altresì dolorosamente consapevole che lei non farà la fine di Rita Rusic, che dopo anni di donante silenzio si è fatta prendere dalle smanie e non si sottrae più a un’intervista, un’ospitata, un racconto erotico. LaFrà (che, senza bisogno di scrivere libri sugli uomini né di raccontare la propria vita coniugale a un rotocalco, ha con ogni evidenza capito come si addomestica un esemplare maschio della specie) continuerà a tacere, anche allorché sbattuta su maxischermo, e a mangiarsi le unghie, e a non rivelarci non dico come si faccia a essere la sostanza dei sogni di chicchessia, ma almeno come si preparino le patate croccanti fuori e morbide nel cuore. Se risolvo l’enigma della crosta, poi sono certa che la mia vita sentimentale si sistemerà.

dalla prima volta che ho sentito “a te” ho pensato che avrei dato un braccio per sentirmi dire quelle cose…
l’altro giorno la sente anche il mio compagno… e dice ” bella questa canzone… dev’essere dedicata a suo figlio!” Non ha pensato a me nemmeno di riflesso. Nemmeno quando era evidente che parlava di una donna.
se sei vera, Sylvie, penso che nel caso descritto un vaffanculo sia doveroso
…consoliamoci donne, il corpo della sirena non era quello de LaFrà :-)
Penso di essere conciata anche peggio: anche io continuavo a sostenere che no, non era possibile, questa almeno era dedicata al figlio/a
“come si faccia a essere la sostanza dei sogni di chicchessia”, ebbene sì, va chiesto a teresa. aimsorri..
tutto tristemente vero :P
Anche questa volta la Guia mi ha letto nel pensiero! Anch’io sostengo da anni che LaFrà è l’unica donna-sentimentalmente-vincente-su-tutta-la-linea di cui ho mai sentito parlare! E non c’era bisogno di “A te” (x inciso, io propendo x una ispirazione mixata a LaFrà+Teresa), mi bastava “Ti sposerò” o – in tempi non sospetti – “il tuo sedere così rotondo, da rendere satellite ogni essere vivente”. Aggiungiamo il fatto che lui non solo è più bello, più ricco, più famoso, ma ha sopportato le corna mediaticamente esibite, e si è anche preso le responsabilità x la (evidente) momentanea infermità mentale de LaFrà!
Insomma, sono innamorata di lui da quando io avevo 9 anni e lui aveva un cappello giallo con scritto “YO!”… un po’ di diritto di odiarla questa LaFrà lo avrò vero?!
A me la canzone “A te” fa cagare. Se mai mi dedicassero una canzone simile mi ucciderei per la vergogna.