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Room service

Tempo fa mi stupii molto scoprendo (sì, io credo ai libri di pettegolezzi – voi no?) che i clienti degli alberghi chiamano le linee erotiche a pagamento e poi al momento del conto si meravigliano e si disperano che compaia quella voce, e non sia a basso costo e non sia presentabile a una moglie o a un capufficio o a chiunque altro vegli sulle pezze d’appoggio.

Voglio dire: allorché in trasferta di lavoro, io mi premuro sempre di far separare il costo della ceretta fatta nella spa dell’albergo dalla fattura da presentare al datore di rimborsi. Devo essere la sola, se qualcuno ha sentito il bisogno di avviare ufficialmente la politica “niente zozzerie con la carta di credito aziendale” (d’accordo, la ceretta non è una zozzeria in sé: è un preliminare.)

Visto però che i miei datori di trasferte non hanno ancora ufficializzato nulla, quasi quasi d’ora in poi lascio la ceretta insieme al wireless e alla colazione, tra le spese che ho diritto a farmi rifondere. Voglio dire: da pelosa la mia produttività crolla. E poi, pagare per l’espianto dei miei peli è il minimo che possa fare un’azienda che non mi accorda neppure un giorno di permesso per cuore infranto.

Comments so far:

  1. by anna on aprile 24th, 2008 at 12:35

    ehi guia ci hai ripensato? te lo ripeto: perchè in nome della nostra vicinanza di cuori infranti e del non trascurabile dettaglio della mia sovente partecipazione e propaganda a questo blog, in condsiderazione di tutto ciò, perchè non adoperi le tue influenze e conoscenze per presentarmi quel tuo ex collega di cui non posso accennare e di cui resto perdutamente incapricciata???!!!!!!!!!!!!!
    attendo risposta via mail
    bacetti

  2. by barynia on aprile 27th, 2008 at 13:56

    Capita più spesso che chiedano una ‘coperta’ per la notte.

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