C’era una volta una sindachessa che aveva scritto un libro. La casa editrice mandò le copie coi bigliettini personalizzati alle giornalistesse sue amiche. Una di queste le telefonò dicendole che sì, il libro l’aveva ricevuto, ma i bigliettini dovevano essere stati scambiati e insomma la dedica era per un’altra. Dai tavolini di un bar di un quartiere a nord si levò un grido. Era la sindachessa che chiamava la casa editrice: “Io su questa cosa voglio la testa di qualcuno.” Dissolvenza. Avanzamento veloce.
C’è una volta una zitella che scrive un libro. La casa editrice (la stessa) dovrebbe mandare i libri da lei dedicati alle giornalistesse amiche e a un po’ di signori che lavorano nei giornali e che lei più o meno conosce ma insomma non abbastanza da venir meno al suo motto (“Né con lo Stato né con le pierre”) chiamando per chieder riscontro della ricezione. Avanzamento lento. Dopo qualche giorno di lamentele da parte di amiche non riceventi, la nostra eroina ottiene (in mezzo a molti rimproveri per la sua infondata diffidenza e accuse alle sue amiche di essersi rivendute il libro ed essere in cerca di una seconda copia a scrocco) una lista degli invii effettuati dal solerte, efficiente, inserisciquiunaggettivoatuascelta ufficio stampa. La scorre. Sviene. Dissolvenza.
Epilogo con moralina. Se firmate un contratto editoriale, non trattate sugli anticipi, sulle percentuali, sui diritti secondari. Ponete una sola condizione. Che le copie per la stampa vengano recapitate a casa vostra, ove provvederete personalmente a imbustarle e indirizzarle ai destinatari giusti. Eviterete in questo modo che la dedica vagamente ammiccante a un noto direttore di settimanale patinato finisca, causa sinapsi fallate di qualche gigante delle pierre, a un semiomonimo e altrettanto noto ex presidente del consiglio. Eviterete altresì i rimpianti: quando c’era la sindachessa, gli scambi di destinatario erano molto più puntuali.
[aggiornamento: siccome siete un pubblico meraviglioso, ritengo giusto coinvolgervi nel gioco di società che sta tenendo occupato il mio telefono, intitolato provvisoriamente who's not who. trattasi di formulare ipotesi tipo "il libro per la notista brillante sarà andato all'omonimo fu-senatore o al quasi omonimo profetico cantautore?"]

Questo post io l’avrei intitolato “C’era due volte il Barone Lamberto”.
aahahah bellissima storia
a parte che, io ignorante dei direttori patinati ecc, avevo pensato a un prodi °_°
Dai, hai dato un friccico di gioventù al buon Lambertow
Accetto un invio, anche se fallato. :-p
Sono fortunata: il cardinale è morto
oddio quanto la odio sta “giornalista” da circo che i suoi articoli sono buoni solo prendere gli escrementi di cane dalle autostrade…ma perchè non si sega le mani così non rompe le palle a nussun’altro???
ancora non posso dimenticare i suoi pezzi su nicole kidman…orrendi solo lei può scherzare sul cancro (spero solo venga a te)
PS: se un giorno leggerai questo commento sappi che sei potuta diventare una giornalista solo aprendo le gambe a tutti pezza di *****
muori di aids
bell’esemplare di genio
aaaaahhhh non siamo più tra i link dei blog che parlano di lei… che duro colpo.
sto ancora aspettando la copia, credo che le poste abbiano fatto cilecca.
eh mamma mia…tutto questo fiele alle 3 del mattino.
ho preso il libro. insieme con ‘il cigno nero’ (che non credo leggerò mai)
intanto ho iniziato il tuo
[...] dico io prima che facciate battutacce voialtri), e al quale il libro è stato inviato con dedica (due volte, come sanno le più attente tra voi), mi ha appena telefonato. Non era solo. E la telefonata era in [...]