Dialogo tra Autrice Ingenua e Scafato Editorialista.
SE “Come sta andando il libro?”
AI “Mah. Tu lo sapevi che, da quando le librerie chiedono le ristampe a quando le case editrici gliele recapitano, passano, a seconda delle cialtronerie del caso, tra le due e le tre settimane? Voglio dire, in tre settimane un libro fa in tempo a morire.”
SE “Sì, infatti Gomorra all’inizio lo stamparono in quattromila copie, e quando si sparse la voce la gente lo andava a cercare in libreria e non lo trovava.”
AI “Sì, il loro concetto è che uno deve essere ferocemente determinato a effettuare un acquisto a ostacoli.”
SE “Devono tornare in libreria a chiederlo finché non lo trovano, così provano di meritarselo.”
AI “Tu sei mai tornato a chiedere un libro che non avevi trovato?”
SE “No. Tu?”
AI “No.”
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Se questo fosse un blog pubblicitario allora il titolo del libro sarebbe “Elementi di capitallismo amoroso”
Altrimenti
un titolo consigliato ” I miei pruriti” e come sottotitolo, ispirandosi alla foto del blog,
“Cercando di fare il ruttino mentre la TV trasmette Amour Gloire et Beauté”
ma cos’è questa nuova mania di fare i poliglotti?
non bastava scrivere Beautiful, così avrebbero capito anche i fortunati che non hanno nulla a che spartire con la France?
Perchè Beautiful, invece, si capisce?
In fondo è meglio fare il ruttino.
Obama, obama, obama, obelix, obelix, obeautiful, obeautiful.
Sto scongelando il pane, messo in FRIZER mesi orsono quando costava poco.
Nel frattempo ascolto nessuno TV che si ostina a incitare la gente al voto di OBAMA. Una telefonata interrompe i preparativi e il pane si brucia.
Nel frattempo il gatto rincorre il cane.
Nel frattempo tiro fuori dal frigo uno yougaurt alla pesca e lo mangio.
L’umido ha lasciato il posto al secco e la calura mi pervade: lo yougaurt è condito con una pesca sciroppata. L’unica soluzione è un caffé ma occorre tempo.
Nel frattempo qualcosa si farà.
nono il ruttino può pure andare, mi chiedevo solo se fosse davvero necessario dire “Amour Gloire et Beauté” anziché Beautiful (il primo essendo il titolo francese del secondo e lo sceneggiato essendo americano e non francese la risposta era sottintesa: NO, non è necessario. e NO, non è neppure fico.)
non necessario non fico e soprattutto non spiritoso. e siccome qui molto si tollera ma non tutto, e nel “non” rientrano i tentativi patetici d’umorismo, mi sa che miro.mirella@gmail.com – che una volta si firma lucio, una volta lucilla, e poi lucillotto, lucilluccia, luciooicul e insomma già la variazione su tema onomastico la dice lunga sul senso dell’umore e su quello del tempo – lo/la mettiamo in spam. no?
pesante, questa
anche se fa sempre piacere vedere la tenutaria nei bassifondi qui
Ho messo la mia vera email in modo costante in modo che il gestore del sito potesse facilmente capire che ero sempre lo stesso. Ma tengo a precisare che voi del sito le regole non le rispettate e soprattutto della privacy.
E-mail (non sarà pubblicata) (required)
Quindi prego il webmaster a rimuovere immediatamente la mia email!
L’esperienza delle agenzie delle entrante non vi ha insegnato nulla?
Che problema vi fa il cambio del nickname conservando la stessa radice? Le cose che scrivo non sono forse dello stesso ordine di non necessarietà dei vostri post?
Ma che bel sito! Proprio bello
la pianti di infastidirci. si procuri una vita. o almeno una grammatica.
comunque sia rimuova l’email immediatamente.
paragonare la questione del min. delle entrate alla tua mail mi sembra francamente un pò eccessivo
urge ridimensionare l’importanza della tua mail
c’è qualcuno a cui importa?
In tutto ho scritto 5 post e non ho nessuna intenzione di infastidirvi. Quindi rimuova l’email e non commenterò più alcun post di questo inospitale sito.
Fate come volete, importante o non importante che sia l’email non va pubblicata come detto chiaramente nello spazio per lasciare il commento.
mi piace un sacco notare che anche la tenutaria ogni tanto si scoccia (certo, se fossi io il suo bersaglio non ci rimarrei bene). pure lei è un essere umano
eh, che già la questione del min. delle entrate ci (inteso a me e al mio cane come direbbe la mitica tenutaria, non so poi a voi tutti) ha fatto sbadigliare da sconochhiare le mascelle, figuriamoci se intendiamo avvalerci in massa della possibilità di importunare via mail diretta uno che non s’è manco ancora capito se sia una lucilla, un luciotto,o un miro o una mirella. roba da far girare la testa.
Ma perché la tenutaria fa la timida? E’ la prima volta che entra di diritto tra i commenti o sbaglio?
Torni presto…
lo so, non c’entra niente, ma poco fa ho constatato la veridicità di una cosa che hai scritto (non ricordo se qui o nel libro): sono andato a comprarmi un paio di occhiali da sole – persol, molto fighi – che costavano 170 euro, e il commesso me li ha lasciati a 140 senza che neanche gli chiedessi lo sconto
pubblicate pure la mia di e-mail, tanto non ricevo mai niente di interessante. dalle frasi d’amore alle lettere minatorie va bene tutto, anche le avance terragne e triviali.
ma lucio/lucilla ecc: almeno qualcuno ti ha scritto? Così, per movimentare la vita
In risposta al gentile lagutti.
Senza bisogno di controllare le e-mail, la mattina è stata movimentata da una passeggiata lungo fiume. La speranza era quella di pescare una grammatica. Tuttavia, ogni tentativo è stato inutile tra nodi e foglie. Finalmente, di ritorno, mi è venuto incontro il giornalaio allangolo con la moglie per una mano e un dizionaro sottobraccio .
La prestante edicolante si è raccomandata di cercare bene quali preposizioni e quali verbi accostare e quando e quali pronomi usare. Alla fine, come nella storica lettera alla malafemmina, l’attenzione per la punteggiatura ha trionfato su tutto il discorso.
Scrivendo e rileggendo rimango senza fiato: la lettera è un’arte povera e faticosa, in una parola, pesante.
Il dizionario costa 80 euro, ma senza alcuna richiesta di sconto mi è stato venduto a 70. Fortuna volli, fortissimamente pollo: il dizionario ne costa solo 25 su ebay santo subito.
Dopo l’edicola, ho girato langolo e nel supermercato, aperto alla fine di settembre scorso, ho invano rovistato tra gli scaffali: una vita, una ricca e piacente vita, una vita nova era l’obiettivo. La commessa di guardia con molta naturalezza, vedendomi perso, ha detto categorica: – non è il luogo adatto, si rivolga ad una libreria! -
E così è stato.
Da oggi vivo assieme all’edicolante felici e contenti.
ma pensa