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What’s too painful to remember, we simply choose to forget

Una sera di qualche anno fa, tornando dall’auditorium con Antonio Monda e Mario Sesti che l’avevano pubblicamente intervistato (boicottati da una traduttrice che andava per i fatti suoi al punto che lui stesso un paio di volte aveva detto “No, veramente…”) ed essendo due maschi orrendamente eterosessuali gli avevano chiesto solo dei Tre giorni del condor e di Non si uccidono così anche i cavalli e non una parola non dico su La mia Africa ma almeno su Come eravamo. Ero indignata. Loro mi hanno dato della femminuccia. Io ho borbottato che io ero andata fin lì solo per Hubbel e Kathy, cribbio. Monda ha detto che lui veramente Come eravamo neanche se lo ricordava, forse l’aveva visto una volta, da giovane. Poi si è voltato verso Sesti e ha detto “Però forse, effettivamente, una domanda su Come eravamo…” Sarei scesa dalla macchina, ma non avevo ancora cenato.

Un’intervista di non molto tempo fa, mi pare su Vanity Fair. Diceva che un film così oggi non l’avrebbe fatto, perché ormai a chi importa se una coppia si tradisce?

L’ultima sera con un uomo che credevo fosse importante. Non l’aveva mai visto, Come eravamo. Colmare le lacune è un esercizio pericolosissimo, perché in corso d’opera rischi d’accorgerti che non ne vale la pena. Subito dopo “Però so perdere molto bene” “Meglio di me” “Ho fatto più pratica”, senza neanche un po’ di magone, mi ha detto che era un film ideologico.

Mi sono svegliata con inspiegabili mal di testa e pessimo umore. È morto Sydney Pollack.

[La classe di Georgino - "Sydney made the world a little better, movies a little better and even
dinner a little better," Clooney said in a statement to the Associated Press - è pari alla mancanza di ritegno di Us Weekly, che titola "Lavorò con Patrick Dempsey". Se domani muoio, fate la cortesia di non titolare "Lavorò con Massimo Caputi."]

Comments so far:

  1. by j on maggio 27th, 2008 at 10:29

    tristissima questa cosa

    “Diceva che un film così oggi non l’avrebbe fatto, perché ormai a chi importa se una coppia si tradisce?”

  2. by Lally on maggio 27th, 2008 at 11:40

    Ho amato alla follia La Mia Africa, e OVVIAMENTE Come Eravamo mi ha steso.
    Amo alla follia l’episodio di SATC in cui loro 4 sono al tavolo e Carry, Charlotte e Miranda cantano “The way we where” e Samantha non le capisce…
    Resto rempre ammirata da come milioni di persone che non si conoscono, che vivono vite che non c’entrano nulla l’una con l’altra, di età diverse, ai poli opposti del mondo riescano a provare le stesse emozioni di fronte ad un’opera d’arte (film, telefilm, canzone, libro, quadro…).
    Non posso che ringraziare tutti gli artefici di questa magia che una sera, qualche anno fa, sul mio divano in pigiama, mi ha fatto canticchiare una canzone insieme a tre single di New York in abito da sera…

    p.s. Grazie anche a “La Tenutaria” per scrivere nei suoi articoli/libri/blog proprio quello che penso… mi fa sentire tanto capita nella mia sclero!!!

  3. by simona on maggio 27th, 2008 at 12:49

    Io invece l’anno scorso, a Roma, intervistai Robert Redford e a lui chiesi perché non si fanno più film come “Come Eravamo”. Lui rispose che per fare le commedie bene ci vuole più talento che per fare bene qualsiasi altra cosa e che la gente si è involgarita talmente che quei livelli di sofisticazione non interessano più, non funzionano. Una risposta un po’ trombona forse, ma anche un gran complimento all’amico Sidney. Anche io sono di pessimo umore.
    PS poi un giorno dobbiamo discutere dell’appropriatezza di colmare lacune culturali negli uomini che in quel momento ci sembrano importanti. Dopo anni di pratica ho deciso che non ne vale la pena: se non capiscono, come nel tuo caso, rimani con la spiacevole sensazione di aver vicino un deficiente. Se apprezzano, poi mettono in pratica con quella successiva. Insomma, tu li alleni, ci perdi tempo ed energie , ma loro, poi, il campionato lo giocano con un’altra.

  4. by roberto on maggio 27th, 2008 at 14:30

    mi sembra azzeccato il commento di Mereghetti su corriere.it. lui di ‘Come eravamo’ dice che è uno dei film più complessi sul maccartismo

  5. by alto cancelliere on maggio 29th, 2008 at 10:57

    è un triste fatto, doloroso ma triste!
    dura lex sed lex

  6. by cecilia on maggio 29th, 2008 at 12:05

    come dice Groucho, il lesso duro è sempre lesso.

  7. by Ciccio on maggio 29th, 2008 at 14:40

    Sì comunque sono d’accordo.

  8. by Laura on maggio 29th, 2008 at 15:44

    Io “Come eravamo” non lo guardo più con gli uomini. E’ tempo perso. Al massimo la puntata di “Sexand the City” in cui Carrie rirpova la stessa scenza con Big. Che, naturalmente, non capisce.

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