In questa cosa qui c’è tutto. Compresa la possibilità di non immedesimarsi in Hillary né in Barack ma in Dianne Feinstein, che se ne sta al piano di sopra mentre la coppia si scazza un’ultima volta (ma fingendo di riconciliarsi.) Compresa l’ipotesi dell’irrealtà che a un certo punto si debba far pace col proprio essersi disamati e mettersi a sedere e ringraziarsi per i denti stretti e i difetti. Compresa, soprattutto, l’unica cosa buona che il candidato Obama abbia fatto fin qui: quei venti minuti di ritardo, ché se dici a una ragazza “Arriverei a casa tua per un incontro importante tipo adesso” lo sai bene che lei, per quanto rapida, ha bisogno di almeno un quarto d’ora per raccogliere mutande e piatti sporchi in giro, e infilare oggetti sparsi sotto il divano, e poggiare il rabbit su uno scaffale fuori mano.

ma mi chiedevo, anche leggendo il liro… a Ligabue paghi i diritti?? Ci sei a San Siro a luglio a sentirlo/vederlo?