Ho un’amica con la perversione dei blogger. Legge qualcosa che le piace in rete, decide che l’autore è l’uomo della sua vita, briga per incontrarlo in carne, scopre che è un pirla con l’alito cattivo, torna a casa affranta, apre il laptop, legge qualcosa di brillante, ricomincia il giro.
Un giorno, dopo l’ennesimo incontro deludente, ho cercato di farle presente che, per qualche misterioso motivo, in forma di blog persino i più scemi sembrano sagaci, e insomma non è un affidabile luogo di rimorchio. Lei, che come tutte le mie amiche pur di non stare sola starebbe anche con un pirla con l’alito cattivo, mi ha risposto: «E allora dove li trovo, gli uomini?» A quel punto mi sono arresa.
Cosa dovevo dirle? Nei bar per single? Per strada? In ufficio? Non ne ho la più pallida idea, di dove si trovino. E da quando ho letto quel che viene fuori quando qualcuno prova a organizzare forme di aggregazione collettiva volte all’accoppiamento, sono terrorizzata.

Non so come aiutare l’amica…
Prova nella old economy… Lì si fa ancora all’ammore nei bagni…