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“Che cos’hai, dodici anni?”

Pare che voialtri che fate i blog facciate spesso questa cosa di mettervi a discutere nei commenti, non si capisce bene se perché (ipotesi inverosimile) ve ne frega davvero qualcosa dell’opinione altrui o perché (ipotesi realista) volete aumentare i visitatori del sito (ogni volta che uno torna a dirvi quanto siete stronzi, è traffico in più, il corrispondente www dei picchi televisivi, quelli in cui Morgan e la Ventura fingono disaccordi come due navigati navigatori – tutto si tiene.)

Però. Però c’è questa questione. Non starò a polemizzare sulla noia tombale che dev’essere la vita sentimentale di Tony Musante, è la sua scelta di una linea editoriale consistente nel darvi/darmi/darci dell’infantile, punto, che m’interessa. Perché io ho un tale terrore di ridurmi da sola a uno stereotipo culturale (e se non riconoscete la citazione, eccetera) che, pur avendo perso parecchissimo tempo con un tizio che aveva l’età emotiva di un ripetente delle medie, mi sono sempre ben guardata dal dargli dell’infantile. I giri di parole, gli sforzi dialettici, gli elaborati insulti che ho dovuto inventare per non sembrare la ristampa di un articolo di Alberoni – ah, quanto tempo perduto.

Me ne sono resa conto ieri, mentre mi vestivo per andare a una cena mondana piena di tizie che pesavano tra i 29 e i 32 chili, rendendomi conto che mi sarei in quel modo persa il passaggio televisivo del film più bello più struggente più vero degli ultimi decenni. Oltre a essere un’opera dirimente in materia di esseri umani (conosco solo due persone alle quali non sia piaciuto, e non ci sono quantità di senso di solitudine/sindrome da abbandono/bisogno di compagnia che potrebbero indurmi a frequentarle), Closer chiude anche la questione “se ti dico che sei un peter pan non è forse come quando tu mi chiedi se il mio è nervosismo premestruale?” Perché sarà pure un cliché, ma la battuta di Julia Roberts è, semplicemente, perfetta.

Comments so far:

  1. by Portmeirion on giugno 13th, 2008 at 11:09

    links from Technorati“Che cos’hai, dodici anni?”

  2. by Tony Musante on giugno 13th, 2008 at 12:09

    Ma insomma, ci dev’essere un equivoco.
    Io non mi permetterei mai di dare dell’infantile a nessuno.
    Secondo me, qui qualcuno s’è sentito punto sul vivo.

    (Ah, e non ho capito cosa c’entrino la supposizione sulla qualità della mia vita sentimentale e la citazione da AH).

  3. by roberto on giugno 13th, 2008 at 12:39

    fregato. ti ha fregato. proprio questo post non lo dovevi commentare. se fai il figo, lo devi fare fino alla fine. ti aveva pure citato insieme a Closer

  4. by Tony Musante on giugno 13th, 2008 at 12:49

    Ma io non faccio il figo.

    Mica sono uno stereotipo culturale.

  5. by A. on giugno 13th, 2008 at 12:57

    “Io e Annie”. la citazione

  6. by roberto on giugno 13th, 2008 at 13:22

    ora sei ritornato in te. prima hai vacillato.

  7. by robba on giugno 13th, 2008 at 16:14

    Comunqueho notato che i tuoi commentatori hanno spesso nomi e cognomi di tutto rispetto. Da Tony Musante a Casanduoglio.

  8. by Maria Sung on giugno 13th, 2008 at 23:27

    Quando ho cliccato su “il film più bello più vero e più struggente degli ultimi anni” e mi è apparso Closer ho pensato ad uno scherzo. Mi aspettavo Lettere da Iwo Jima.

  9. by augusta on giugno 14th, 2008 at 00:03

    Siamo in 3. Nemmeno a me è piaciuto Closer…

  10. by eleonora on giugno 15th, 2008 at 11:05

    A me è piaciuto. Ma il bello è proprio l’avere gusti differenti, altrimenti sai che palle!

  11. by Giovanni Fontana on giugno 15th, 2008 at 14:56

    Basterebbe evitare anche la scemata sulla sindrome premestruale…

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