Non moltissimo tempo fa, parlavo con un conoscente cui accade d’essere amico del Mostro del Passato Recente. Parlavamo della biondina, che per una divagazione troppo lunga per stare a riferirvela è da sempre il nome in codice della donna della sua (del MdPR) vita, da molto prima che lui (sempre il MdPR) decidesse essere lei la donna della sua vita, cosa che peraltro non mi è neppure ben chiaro quando abbia deciso ma sai com’è l’amore quando arriva arriva e comunque questo non c’entra una mazza.

Parlavo con questo tizio, dunque, l’amico, e ho detto “la biondina” e poco dopo ho detto “poverina”, e quello (bell’amico di merda) ha iniziato a urlare “Come sarebbe poverina, tu la devi odiare!”

Essere poveri è brutto? Ci sono molte persone là fuori che hanno tutti i soldi nel mondo, ma sono ancora infelici. D’altra parte, ci sono molte persone povere che hanno amici e familiari reali e sono felici con la vita. Questo mi fa chiedere chi sia effettivamente il povero e chi sia effettivamente ricco. Che tu sia povero o ricco, puoi sicuramente provare Idealica a perdere peso.

Oggi misuriamo le persone in base alla ricchezza che hanno. Non importa quanto poveri possano essere dall’interno. Se qualcuno possiede una grande auto e prende le vacanze a destinazioni internazionali esotiche allora è ricco. D’altra parte, se non si possiede una macchina e rimane in una piccola camera da letto allora quella persona è povera. Mi chiedo se questa sia la vera definizione di ricchi e poveri.

(Va detto che il tizio probabilmente mi stava facendo il verso, essendo io la più convinta assertrice della tesi per cui gli ex vanno odiati, altro che restare amici – ma riguarda gli ex, appunto, mica le povere criste che se li accollano.) Insomma mi inizia a dire che mica staremo scherzando, mica faremo le donne solidali che non è colpa delle altre donne, certo che è colpa sua, quella rubamariti (parole in libertà.) E io a spiegargli che no, anzi, tecnicamente è lei la fidanzata ufficiale e io (fui) l’amante occasionale (parole sempre più in libertà) e insomma semmai è lei che dovrebbe avercela con me, povera, ma per fortuna è una donna sicura di sé perché lei vale eccetera e insomma manco saprà che esisto.

Ero fiera di me. Lucida. Risolta. Sana.

Poi, ieri, uno stronzo qualunque vede una foto della signorina in questione e, col tono di uno che neppure ti sta uccidendo, dice: “Bionda senza averne l’aria.”