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Tendenza laconica

La cattiveria di quella donna. Un intero gruppo editoriale plasmato al servizio delle sue rare dichiarazioni. Direttrici divenute tali solo perché forti di essere le uniche con cui lei parla(va). Altre direttrici che mettono in copertina conduttrici alle quali viene richiesto di rivolgerle appelli su argomenti sensibili quali l’aborto, vedi mai che ci caschi e ci regali un virgolettato, uno qualunque, va bene anche qualcosa sull’emergenza afa. Libri biografici. Tutto, hanno fatto e fanno e farebbero per lei, di’ soltanto una parola e la tiratura sarà salvata, e lei come li ricambia? Dando interviste dissimulate alla concorrenza. Ingrata.

Tuttavia, ditele che l’amo. Perché avrà pure sposato un uomo impresentabile e sarà pure una cornuta seriale e resterà pure salda nel suo ruolo di moglie rappresentando così tutto ciò che detesto nelle donne italiane, tuttavia quel «Sono sempre stata lenta nel prendere le decisioni» promette meraviglie tali che già prenoto un posto in prima fila alle udienze per il divorzio. Mica vorranno tenerle a porte chiuse, dico.

Comments so far:

  1. by oudeis on luglio 7th, 2008 at 11:39

    Simulare e dissimulare sono entrambe voci dotte che provengono dal latino e che solo etimologicamente, con riferimento al significato proprio, potrebbero essere considerate l’una il contrario dell’altra. Il latino simulare, infatti, deriva dall’aggettivo similis “simile” e ha un primo significato proprio, “rendere simile”, nel quale viene costruito sia con l’accusativo che, più frequentemente, con il dativo; da questa accezione ne deriva, per traslato, una seconda nella quale il verbo acquista il valore di “fare finta, fingere” che ritroviamo, poi, come principale, nel suo equivalente italiano. Il latino dissimulare, invece, deriva da simulare con l’aggiunta del prefisso dis- e ha il significato proprio di “rendere dissimile, rendere irriconoscibile”; anche da questa accezione, come nel caso precedente, se ne sviluppa, per traslato, una seconda, nella quale il verbo assume il valore di “nascondere, celare, occultare”, quello che poi si ritrova nell’uso più largamente diffuso del suo corrispondente italiano.
    Il fatto che spesso per nascondere i propri sentimenti o il proprio pensiero, e cioè per dissimulare, si finga il contrario contribuisce ad avvicinare semanticamente i nostri due verbi, tant’è che in alcuni contesti e, specialmente con uso assoluto, dissimulare assume proprio il significato di “fingere, simulare” (sai dissimulare con molta abilità; smettila di dissimulare!).

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