Da queste parti si considera Alfonso Signorini l’unico vero genio prodotto dal giornalismo italiano negli ultimi anni, tesi che è particolarmente divertente difendere quando si conversa con gente che non guarda i programmi di Simona Ventura e legge Internazionale (sì, ne esistono; secondo me fanno finta, ma ci tengono talmente tanto che una fa finta di crederci; a tal proposito, cfr. all’improvviso un genio: A Termini due passanti vedendo fidanzato con detto settimanale commentavano: “Questi di sicuro scendono a Capalbio”.)
Come tutti i geni, Signorini non fa nulla per caso.
Quando intitola la rubrica delle lettere di Tv Sorrisi & Canzoni con uno sgrammaticato (nonché esclamativato) “Non c’è proprio scampo alla pubblicità!” non è perché non sa che lo scampo è “da” e non “a”: è perché è in sintonia con noi, pubblico analfabeta.
Quando, nella risposta alla stessa lettera, racconta di essere cresciuto con Heidi e Lady Oscar, non è perché ci tenga davvero a spacciarsi per trentenne: è perché è in sintonia con noi, lettrici che ci caliamo gli anni.
E quando, infine, all’elenco dei cartoni aggiunge Milo e Shira, non è un refuso, non è una castroneria, non è un errore di saggezza. È che, come le mie lettrici (quelle che hanno speso 17 preziosi euro per il tomo, intendo) sanno, gli anni Ottanta erano quanto di più frocio, in quanto a formazione culturale. E quindi, tra un George Michael e un Miguel Bosè, ci starebbe benissimo anche la pallavolo transgender. Signorini non sbaglia i nomi. Signorini veicola la confusione sessuale di quegli anni. Quelli di Lady Oscar, appunto.

Evviva i giornali culturali!
Una curiosità: come giudichi quelli che comprano Chi/Novella/DiPiù e poi nascondono le copertine mentre li leggono?
Io – donnetta dotata di cervello – rivendico il mio diritto di svago al neurone.
Tanto a testimoniare la mia altissima intelligenza resta il fatto di essere single no?!
chi è signorini? quello del genoa?
Molto divertente.