L’uomo che non c’era

Ogni tanto, su qualche femminile anglofono, con la stessa costanza della dieta fallita e dei litigi di coppia sulla programmazione delle vacanze, salta fuori il tema del googling, ovvero come sarebbe costume diffuso, per le fanciulle al primo appuntamento, impiegare il tempo dei preparativi (quello che nello scorso decennio si sarebbe dedicato alla ceretta) a cercare su google vita e opere del tizio con cui si passerà la serata.Non solo questo, Google può effettivamente farvi trovare le risposte a qualsiasi domanda che si può avere. Ti dà informazioni su tutto e tutto. Anche se hai in mente la cosa più strana che pensavi che nessuno potesse pensare, Google avrà qualcosa per te. Ho anche usato Google per capire di più su Erogan che aiuta a trattare i problemi sessuali. Ora, non so voi, ma io ho un solo parametro per distinguere gli uomini che ho davevro amato (quasi nessuno) da quelli di cui fatico a ricordarmi il cognome già la mattina dopo (comunque pochissimi: concorro alle semifinali della santità, la mia più prossima avversaria è la Binetti), e questo parametro è: zero occorrenze. Un uomo che voglia contare qualcosa nella mia vita su google non deve avere neppure un risultato. È una constatazione empirica (quelli che fin qui hanno contato qualcosa hanno in effetti zero risultati) ma è anche un pregiudizio: delle persone perbene non si occupa la stampa né i blog né nessun’altra schifezza che concorre a formare quella cosa chiamata circuito informativo, e io tendo a innamorarmi delle persone perbene.

Tutto questo per dire che, di questa storia di Furio Colombo che ha cercato su google Jacopo Barigazzi, cioè la firma dell’articolo su Newsweek che diversamente dal solito non demoliva Berlusconi, non l’ha trovato, e ha desunto che fosse lo pseudonimo di qualche parente di Berl. stesso, mi hanno colpito un paio di cose.
La prima è che siamotuttifuriocolombo: «E chi cazzo è Jacopo Barigazzi?» è stato anche il mio primo pensiero, prima ancora di leggere l’articolo, e l’inserimento di nome e cognome su google è stata l’azione successiva; c’erano altri suoi articoli sul sito di Newsweek e (nelle prime pagine, quelle che ho guardato) non molto altro, a parte una che su un blog del Sole 24 ore diceva che avevano fatto la scuola di giornalismo insieme, o qualcosa del genere (non ho la pazienza di andare a ricercare la citazione esatta.) La scarsità di risultati non mi ha però indotto a prenderlo in considerazione come buon partito. Vuoi vedere che il mio inconscio mi impedisce di soppesare la smaterassabilità di uno che scriva che Berlusconi non è tanto male?
(Ulteriore inciso: di fronte alla citatissima frase di Serra che dovrebbe frequentare meno intellettuali e qualche idraulico, il mio primo pensiero è stato che dovrei frequentare qualche berlusconiano, almeno uno, possibile che non ne conosca uno? C’è un elenco da qualche parte da cui possa pescare un nome di un elettore di Forza Italia cui chiedere di diventare amichetti? Per completezza, per curiosità antropologica, per dimostrare apertura mentale. Per vedere come sono fatti. Per noia.)
Tornando a Colombo e Barigazzi. La seconda cosa che mi ha colpito è che tutti quelli che si sono presi la briga di fare ricerche e poi scrivere in rete quant’è pirla Colombo citano come prova dell’esistenza in vita di Barigazzi il fatto che abbia un profilo su Linkedin. Ora io non dico che uno debba sapere come funziona Linkedin (e in generale quelle puttanate chiamate social network), cioè che il profilo di Barigazzi potrei benissimo averlo creato io attribuendogli qualsivoglia precedente occupazione, però mi chiedo: se uno non sa cos’è e come funziona, perché lo cita come prova dirimente? E, soprattutto: ma Linkedin e google a parte, possibile che ’sto povero cristo di Barigazzi non abbia tra i suoi difensori un amico, un collega, un’ex fidanzata che dica “esiste perché ci ho cenato ieri”, “esiste perché sono stato a casa sua”, “esiste perché mi ha attaccato una malattia venerea”? Mi vien voglia di offrirgli un piatto di minestra, povero.

p.s. ma, secondo voi, se una parte dal cercare su google i potenziali fidanzati e approda al fatto che invece di alzare il telefono e chiamare la mamma di barigazzi ormai si tende a credere che uno esista solo se sta su facebook, sta dicendo che barigazzi è un espediente stilistico berlusconiano? e, soprattutto, sta facendo del giornalismo d’inchiesta? e, più ancora, gliene frega veramente qualcosa di prendere posizione su barigazzi e la sua professionalità? è quello il suo tema? no, perché va bene che da uno che non sa cosa significhi “sedicente” né la differenza tra “gli” e “le” non si possono pretendere grandi doti di comprensione del testo, però a volte la stupidità umana supera persino le mie aspettative – e ce ne vuole.

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