Scusate se me la tiro, ma d’altra parte è vero: il primo a dirmelo è stato Jovanotti, in primavera, e Jovanotti è tecnicamente un suo concorrente.
Poi, all’inizio dell’estate, un’addetta stampa (non la sua – anzi.)
Infine (per ora), l’altro giorno, un discografico (sempre non suo.)
Insomma, ovunque mi volto incrocio gente che l’ha sentito e dice che il nuovo disco di Tiziano Ferro, in uscita a novembre, è un sommo capolavoro. Qualcuno azzarda persino che faccia piangere più del precedente, ma io so che non è tecnicamente possibile, nel senso che io più lacrime non ne ho, al massimo posso fare pari.
Ora, Tiziano, guardiamoci negli occhi. Non voglio un’intervista, non intendo inficiare l’esclusiva che scommetto tu abbia già concordato con Vanity Fair né venire armata di registratore a chiederti di spiegarmi le canzoni e se scrivi prima la musica o le parole e se sei sempre a dieta. Non me ne frega niente di te, sia detto con simpatia. Però, davvero: mica penserai io possa aspettare altri tre mesi? Io ho bisogno di piangere subito. L’estate è finita. È un’esigenza biologica. Mi accontento di una musicassetta. Anche registrata male.

io lo adoro, e nel capolavoro ci cerdo.
Però se mi dicessero che l’antipasto è la canzone di Giusi, allora no, non ci crederei.
La canzone di Giusi è l’unica cos adi Tiziano Ferro che detesto( ma magari cantata da lui sarebbe bellissima).
P.s. e intanto ci butti li’ con nonchalance una certa fequentazione con Jovanotti.Mannaggia a te.Ma ,a nche li’, sono l’unica che dopo ‘A te’si è intiepidita(milla volte meglio ‘Dove ho visto te)