Stamattina qualcuno mi ha ricordato che domani Francesca Valiani e Lorenzo Cherubini si sposano. Non so perché, ma mi sono improvvisamente chiesta perché si dica “lieto fine” e non “lieto inizio.”
Comunque. Sono andata a ripescare un’intervista che feci a lui l’anno in cui era uscita Mi fido di te, quando il PD era un’idea talmente remota che pensavamo ancora “Cosa sei disposto a perdere?” fosse una domanda sentimentale.
E, mentre la leggevo, ho capito perché mi era venuta voglia di rileggerla. Per quel passaggio alla fine.
«Io trovo che ci sono delle cose per cui vale veramente la pena lottare, e una di queste è una grande storia d’amore. [...] Mi sembra una di quelle scommesse per le quali vale la pena puntare tutto quello che c’è sul tavolo. Sono persino disposto a rischiare che a cinquant’anni dirò: “Sai che ho buttato trent’anni della mia vita con una persona sbagliata?”. Quello, sono disposto a perdere.»

Anche se Jovanotti non rientra nei miei gusti musicali, devo dire che è raro trovare un uomo che la pensi così. Ammesso che non sia stata un’uscita studiata a tavolino, che rientra nel personaggio – indipendentemente dal fatto che si sposi.
Se fosse una scommessa, sarebbe con se stessi, e a vincerla o a perderla non ci sarebbe mai da pagare (e quindi chissenefrega).
Ma risvegliarsi dopo vent’anni, scoprendo che ci si è sbagliati (tipicamente: aliud pro alio), non è proprio come perdere una scommessa. A tacere di tutto quel che c’è in mezzo.