Stabilire che, essendo l’unica domenica da un po’ e per un po’ ancora in cui se ne avrà modo e tempo, si trascorrerà l’intera giornata a non fare rigorosamente un cazzo.
Fare seicento chilometri per tornare a godersi il proprio non-fare-un-cazzo a casa, ché come si sta in panciolle a casa propria, signora mia.
Infelicitarsi una buona metà della giornata chiedendosi (senza riuscire a darsi una risposta definitiva) se fare i cinquanta metri che separano dal cinema dove proiettano Ozpetek sia una trasgressione al proposito formulato, neanche si fosse Toby Ziegler che cerca di far graziare un condannato lo Shabbat.
