L’altro giorno sono stata su un taxi romano abbastanza a lungo da leggermi la lista di nuovi balzelli e sbalzelli, che vengono applicati adesso, dopo che quel gran genio di Valter aveva duramente contrattato con la categoria un pacchetto riassumibile in “intanto vi do più soldi poi facciamo che se faccio il bravo voi mi lasciate assegnare qualche licenza peppiacere peffavore?”
L’unica che mi ricordavo era quella all’epoca soprannominata “tassa sui fessi”: se prendi un taxi al posteggio di Termini, paghi 2 euro in più.
Ci sono anche tutti dei nuovi massimali sui minuti, tipo che se il radiotaxi ti promette una macchina in 3 minuti poi non può arrivarti con 20 euro di tassametro (ammissione implicita di quello che hanno sempre saputo tutti i clienti e ammesso alcuni – più sfacciati – tassisti: fin qui, nel tragitto prima di caricarti, mettevano allegramente il tassametro sulla tariffa 2, quella che scatta al doppio della frequenza, e gli stessi 4 minuti arrivavano una volta con 10 euro una volta con 5, ove la volta con 5 avevi beccato un tassista più fesso degli altri, ovvero onesto; in realtà a questa piccola truffa sarebbe semplice ovviare, con dei tassametri che stampino loro la ricevuta, come quelli newyorkesi, riportando quanti minuti si è stati in macchina, e con quali tariffe; ma poi i tassisti non potrebbero tenere il tassametro attivato dalla corsa precedente, e magari dovrebbero addirittura pagare le tasse, e i giornalisti non potrebbero più farsi dare le ricevute di taxi a blocchetti in bianco per lucrare sui rimborsi a pie’ di lista, quindi diciamo che per questo provvedimento manca il consenso di chi li prende e di chi li guida, i tassì) – prima di questa sterminata parentesi, stavo dicendo: considerati i massimali, forse conviene arrivare in via Giolitti e chiamare il radiotaxi, secondo me alla fine sui 2 euro si risparmia.
Comunque.
Non è della tassa sui fessi che volevo parlare, bensì dello sgravio sulle signore. Se sei una donna sola, ho scoperto leggendo dietro il sedile del tassinaro, e prendi il taxi la sera, ti è dovuto uno sconto del 15 per cento. No, non voglio stare a menarvela sul fatto che i supplementi sono fissi e gli sconti sono invece a percentuale. Voglio solo notare che lo sconto vale fino all’1 di notte. Se torni alle 2 sei una poco di buono, e ti stuprassero pure alla fermata del 44 notturno (che col tempo che ci mette ad arrivare fa in tempo a venire in visita la Palin proibendoti di abortire il figlio dello stupro.)
In tutto questo, dopo secoli che ce la menano con lo spauracchio della liberalizzazione del mercato newyorkstyle (diventerà una giungla! un luogo infernale in cui i tassisti non sanno le strade! negri con macchine non fiammanti! un servizio non all’altezza dell’aristocrazia che siamo!), vogliamo dirlo che tutti – tutti – i taxi di New York hanno montato la macchinetta (imposta per legge) per strisciare la carta di credito?
(Un altro giorno parliamo della dickensiana volta in cui, a Natale, sono rimasta quattro ore a Fiumicino perché non avevo contanti e anche i tassisti con la vetrofania delle multinazionali del credito mi ridevano in faccia.)

Sui taxi a via Giolitti: pare che neanche quelli siano degli angioletti.
http://napoletaniaroma.blogspot.com/2008/09/taxi-roma-i-pirati-di-via-giolitti.html
oh, beh. sono contenta che tu esista. mi fai sentire meno sola, in questo paese.