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Stralci da un articolo sul ritorno del modello femminile anni Cinquanta pubblicato nel numero di Gioia uscito in edicola il 18 settembre.

“Arrivano da ogni dove. Uomini che disegnano donne a forma di segretaria col cerchietto. Donne che disegnano loro stesse a forma di “innanzitutto madri”. Femministe che rivendicano come priorità le loro doti in cucina. Biografie di Doris Day che sembra parlino di una nostra coetanea. E persino una candidata vicepresidente degli Stati Uniti fatta a forma di Bree Van De Kamp, la Casalinga Disperata che alla prima stagione era un paradosso satirico e cinque anni dopo si è trasformata in un modello comportamentale. Ha cominciato appunto Marc Cherry, l’ideatore delle Casalinghe Disperate. Fin dal primo anno, il personaggio più affascinante è stata l’impeccabile Bree, che non sarebbe mai uscita di casa senza un golfino coordinato e non avrebbe mai permesso che i suoi cari cenassero con meno di quattro portate professionalmente gourmande. Una che poteva anche uccidere, mentire, fingere una gravidanza per proteggere la figlia adolescente (che si era trasferita dal club dell’astinenza prematrimoniale a quello delle gravidanze premature senza neppure passare dal via), ma non avrebbe mai lasciato che l’argenteria fosse men che lucida. Pensavamo fosse una caricatura. Poi la stessa storia – adolescenti che dovrebbero astenersi dal sesso e invece restano incinte, madri accusate di simulare gravidanze per proteggerle – è finita nei telegiornali: Sarah Palin, governatrice dell’Alaska candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Usa, ha dimostrato una volta di più le ragioni di Woody Allen nel dire che “la vita non imita l’arte: imita la cattiva televisione”. [...] Già tra gli autori dei Soprano (dove gli uomini erano mafiosi, e quindi ci si aspettava che le donne facessero le donne, ma invece quelle si ostinavano a essere delle clamorose stracciapalle), Weiner si è inventato Mad Men (sedici candidature agli Emmy, i più importanti premi televisivi americani, che si assegnano domenica prossima). L’idea era semplice: cosa meglio, per essere adeguati al tempo in cui stiamo vivendo, che una serie ambientata nei primi anni Sessanta in cui gli uomini siano pubblicitari di Madison Avenue e le donne siano segretarie, mogli, figurine con la crocchia che come massima furbizia ambiscono a farsi ingravidare? Poi, siccome sa fare il suo mestiere, le ha rese più insidiose del previsto, ma d’altra parte il trucco è sempre stato questo: la fragilità delle donne degli anni Cinquanta deve essere apparente, deve servire a non far sentire l’uomo antropologicamente minacciato. Quando, in Non mandarmi fiori, Rock Hudson, convinto di avere una malattia terminale, dice a Doris Day che è ora lei capisca come funziona il pagamento delle bollette, lei cinguetta “Ma non c’è bisogno che io sappia queste cose, caro: ci pensi tu”. [...] Doris Day lo sapeva benissimo. Sapeva cosa volevano da lei, e sapeva che doveva darlo al pubblico e persino agli intervistatori senza timore del ridicolo. In Doris Day – The untold story of the girl next door (uscito negli Stati Uniti in estate), David Kaufman racconta che…” (eccetera)

Stralci da “La casalinga rientra a casa”, titolo della decima pagina del Foglio di oggi (un giornale che ti fa vergognare come un vecchio parente un tempo dignitoso e ora sorpreso a rubare polli.)

“Che l’epoca delle rianimazioni avesse ceduto il passo a quella dei polpettoni fatti in casa è stato chiaro il 23 settembre, quando il dr House è finito nello sgabuzzino delle analisi virali e Mad Men, serie televisiva su un gruppo di pubblicitari anni Sessanta con mogli interamente a carico nelle loro cotonature alla Doris Day, ha fatto incetta di Emmy Awards fra il tripudio delle attrici in sottogonne rigide. La stessa Doris Day, peraltro, a 86 anni e spiccioli è tuttora in testa alle classifiche librarie d’Oltreoceano con una biografia, “The untold story of the girl next door”, in cui il suo ruolo di eterna fidanzata d’America, la “miss goody-two-shoes” sempre col sorriso in tasca e la torta fragrante sulla tavola, non viene per nulla intaccato, ma anzi enfatizzato dalla sua stoica sopportazione di quattro mariti uno più avido e malfidato dell’altro e per dirla tutta anche da un figlio un po’ stordito. “Tutto ciò che volevo dalla vita era un marito che mi amasse davvero e una casa. Non ho mai avuto nulla di tutto questo”, ha dichiarato con sovrano sprezzo del ridicolo all’uscita del volume, mentre centinaia di migliaia di nostalgiche coi fazzoletti in mano infilavano per la centesima volta nel lettore Dvd il classico della commedia “Non mangiate le margherite” in cui Doris Day scongiura il marito cinematografico, Rock Hudson, convinto di essere vittima di una malattia terminale, di non spiegarle affatto “come pagare le bollette, perché tanto ci sei tu, caro”. [...] trasformandosi così in un esempio irraggiungibile e dunque frustrante per qualunque altra sua simile, nessuno le diede retta, a dimostrazione che, come sostiene Woody Allen, la vita non imita l’arte, ma la cattiva televisione. [...] quell’immagine di serenità posticcia e rassicurante è rimasta talmente appiccicata all’inconscio collettivo che all’inventore delle “Casalinghe Disperate”, Marc Cherry, è bastato un niente per fare di Bree Van De Kamp, la rossa col twin set opportunamente allacciato solo nel primo bottone e la casa tirata a specchio, un modello comportamentale all’apparenza nuovissimo, in realtà molto vicino all’archetipo della dea madre, della donna primigenia che, ben oltre il menu di quattro portate servito con grazia leggera al marito che rientra stanco la sera, può arrivare a mentire e a uccidere o, nel caso, fingere una gravidanza

Comments so far:

  1. by La vita è sogno on ottobre 5th, 2008 at 21:43

    links from TechnoratiE comunque era, come scritto nella versione originale, Non mandarmi fiori: Non mangiate le margherite è un altro film. Manco buona a copiare

  2. by cecilia on ottobre 4th, 2008 at 13:31

    che poi insomma, diciamocelo, già non è che fosse un gran articolo pure il primo…

  3. by eleonora on ottobre 4th, 2008 at 13:39

    Però, gente, copiare è proprio da non fare.. Dignità, che bella parola, da recuperare

  4. by Guia Soncini on ottobre 4th, 2008 at 13:48

    Ti dirò: non è “copiare”, che mi scandalizza; è: copiare così stupidamente male, fare mela+c mela+v della citazione di Woody Allen e inserirla a casaccio in un punto insensato, e soprattutto non saper selezionare le fonti.
    Si copia da roba che al lettore medio (e all’estensore dell’originale) non arrivi, lo sanno anche i bambini. Ho una conoscente che copia ogni settimana la rubrica di Shane Watson sul Sunday Times. Un’altra che un paio di volte a settimana saccheggia questo coso.
    Ma pensare che i giornali stranieri o un blog non arrivino ai tuoi lettori, e quindi tutto suoni nuovo, ha un senso, nella sua cialtroneria. Pensare che siccome scrivi su un quotidiano per invasati religiosi allora nessuno di loro sfogli mai un femminile che ha circa cento volte il tuo venduto in edicola, ecco, non mi pare furbissimo.
    Poi, certo, in un mondo ideale bisognerebbe avere la decenza di produrre idee originali, venendo pagati per farlo. Però il mondo ideale è, appunto, ideale.
    (Nel mondo reale, invece, l’ovvia ragione per cui il caso mi impressiona è che in quel giornale lì ci ho lavorato, e mi ricordo quanto cagassero programmaticamente il cazzo a Zucconi, Galimberti, o a chiunque altro producesse due righe plausibilmente plagiate da chicchessia. Forse, come dicevano quei geni di Avanzi, “Nell’etica, come per radersi, ci vuole esercizio: la prima lama solleva il pelo, la seconda il vizio.”)

  5. by Episodio 56 « episodi on ottobre 4th, 2008 at 13:57

    [...] Guia Soncini [...]

  6. by eleonora on ottobre 4th, 2008 at 14:38

    Guia, sei stata chiarissima. Chi copia comunque non fa mai bella figura. A buon intenditor…

  7. by punto p on ottobre 4th, 2008 at 14:53

    Mi ricordo ancora il tuo pezzo sull’aborto, pubblicato sul Foglio.
    Leggendario.
    Andatevelo a leggere.

  8. by alessandro on ottobre 4th, 2008 at 16:01

    adesso sono curioso di conoscere il nome della colpevole, la benini?
    potrei comprare il Foglio, ma proprio non gliela faccio

  9. by detta anna on ottobre 4th, 2008 at 16:13

    mah, secondo me è che non è capace di mettere i permalink.

  10. by roberto on ottobre 4th, 2008 at 16:27

    lo sai vero che mi stai costringendo a uscire fuori di casa (proprio oggi che volevo dormire) per andare a comprare foglio e gioia?

  11. by roberto on ottobre 4th, 2008 at 17:14

    ovviamente il numero di gioia in questione non poteva più essere in edicola, però ho preso il nuovo. bella la tua foto nella rubrica. quanto al foglio, alla benini staranno fischiando le orecchie. anch’io avrei giurato che la carta carbone l’avesse usata lei (ma a pensarci bene non ce la vedo mentre si sputtana in modo così stupido). e comunque non è certo la prima volta che vieni copiata.

  12. by laura on ottobre 4th, 2008 at 18:19

    a me la Benini sembra molto brava , cosi’ come Guia.Certo che la ferita brucia ancora, se tiri fuori lei..

  13. by simone on ottobre 4th, 2008 at 18:34

    non è la Benini.
    e c’è anche Nigella48 ma per quella, forse, era troppo tardi per la stampa del giornale..

  14. by Guia Soncini on ottobre 4th, 2008 at 19:28

    Laura, tesoro.
    Ti avevo scritto una risposta che ‘sto coso si è mangiato, e che più o meno diceva che io e Annalena eravamo liete di apprendere da un’assoluta estranea di ferite pregresse tra di noi.
    Poi, con l’esprit de l’escalier che mi caratterizza, ho capito che ammiccavi alle incredibili cicatrici che mi ha lasciato l’essere licenziata dal Foglio (essendo nella vita stata licenziata da tutti i luoghi in cui ho lavorato, e lavorando dal 94, immagino che dovrei avere più ferite di Mickey Rourke, ma fortunatamente esiste la categoria “gente molto bisognosa di procurarsi una vita” che – per ragioni che trascendono la mia comprensione – tende a considerare i miei due anni da praticante al Foglio come il primo e l’ultimo lavoro della storia della mia vita e forse della storia del mondo. Due anni finiti tre anni fa, per rimarcare quanto a lungo abbiate avuto bisogno di una vita.)
    Ora è evidente che tu non pensi davvero (non puoi essere così scema, non avendo vent’anni: la tua mail dice 67) che io stigmatizzi il plagio comparso sul Foglio – un giornale che chiese quotidianamente per mesi il licenziamento di un collaboratore di Repubblica che aveva copiato un articolo, o in subordine le scuse di Ezio Mauro – perché sul Foglio non scrivo più. Con questo criterio, se avessi visto l’articolo e avessi fatto finta di non riconoscerlo, sarebbe perché voglio fare la superiore nei confronti di un giornale sul quale eccetera mentre invece se la stessa cosa l’avesse fatta il Corriere allora romperei i coglioni…
    Così non se ne esce, e lo sai anche tu.
    È evidente che ti interessa altro.
    Sei una bambina grande, sai che non la si ha sempre vinta, e oggi non fa eccezione: non ti darò la risposta che vuoi.
    Ti spiegherò, invece (magnanimamente: di norma non rispondo agli ammiccamenti, alle provocazioni, ai pettegolezzi – ma ho qualche minuto che mi avanza), perché non ti racconto ciò che vorresti sapere.
    Tu credi veramente che se avessi voluto dettare un memoriale sui retroscena del mio licenziamento non avrei trovato contesti più letti, circostanze più consone e interlocutori più adeguati di una commentatrice di blog?
    Voglio dire, tu sei sicuramente una brava persona e io mi impegno molto a fingermi democratica, ma, figlia mia, non hai ancora imparato a mettere gli spazi dopo la punteggiatura e a non metterli prima. Se proprio mi prende l’impulso confessionale, mi accerto che venga trascritto da qualcuno che conosca l’italiano, suvvia.

  15. by laura on ottobre 4th, 2008 at 19:58

    e tus ei davvero una bambina candida, Guia.Mi stai simpatica.

  16. by dalemiano on ottobre 4th, 2008 at 20:05

    Mitica, Guia. Sempre di più.

  17. by START MILANO | Costantino della Gherardesca on ottobre 4th, 2008 at 20:46

    Kramer auto Pingback[...] Scusate l’OT, ma questa va segnalata: http://www.guiasoncini.com/2008/10/04/e-comunque-era-come-scritto-nella-versione-originale-non-manda... [...]

  18. by Maria on ottobre 4th, 2008 at 20:56

    Compro il Foglio il sabato, ma oggi non l’ho fatto. Quindi non so se si tratti di Benini, che a me piace e che viene ancora letta come tua sostituta. Secondo me immeritatamente, e senza fare il tifo.
    Sarei portata a pensare che entrambe le autrici abbiano attinto a un pezzo di qualche magazine estero che nessuno in rete può verificare.
    Se ciò non fosse vero (e allora riconosco i tuoi meriti), eviterei comunque voli su Repubblica e Corriere. Che qui stiamo a Doris Day, mica alla cofana di Sarah Palin, sulla quale ci sfiniscono i non posseduti da parte di uno dei summenzionati, come fai tu con la fola sulla figaggine dalemiana.
    Quanto all’ “essendo nella vita stata licenziata da tutti i luoghi in cui ho lavorato”, eviterei i megaconfronti con Mickey Rourke. Anche solo perchè si può schifare il Foglio tutta la vita, ma non contrapponendogli Gioia.

  19. by laura on ottobre 4th, 2008 at 21:03

    (e l’errore di battitura l’hi fatto apposta.Davvero fai tenerezza, hai fatto bene ad aprire il blog, ea sfogarti un pò)

  20. by roberto on ottobre 4th, 2008 at 21:55

    cavolo, non è benini. ho anche detto che sono andato a comprare il foglio apposta. si chiama fabiana giacomotti. l’ho detto. mai sentita nominare. quanto a benini, l’ha tirata in ballo prima alessandro, poi io.

  21. by Guia Soncini on ottobre 4th, 2008 at 22:09

    > Anche solo perchè si può schifare il Foglio tutta la vita, ma non contrapponendogli Gioia.
    Nel senso di “guarda chi si sono ridotti a copiare”? O nel senso di “Kim Basinger non l’avrebbe mai data a un editorialista di Gioia, per non parlare di Carre Otis”?

  22. by kitten on ottobre 4th, 2008 at 22:27

    I numeri non son per forza indicativi d’età o date di nascita. Non può avere 41 anni.
    (tra l’altro, mi viene in mente un’omonima sul blog di Bordone)

  23. by Maria on ottobre 4th, 2008 at 22:52

    No, solo nel senso che il Foglio sia “un giornale che ti fa vergognare”.
    Provo a tradurre. È un po’ come averla data a Mickey Rourke e dopo a Sylvester Stallone (che non mena). Dicendo di esser stata Kim Basinger ma ora non Brigitte Nielsen. Sorvolando sul dibattito su chi sia più ritoccata.

  24. by alessandro on ottobre 4th, 2008 at 23:02

    m. rourke è su cult con “l’anno del dragone”. e poi chi compra il foglio va tutelato, tipo wwf. l’editorialista lo vedevo allora come oggi, senza chance.

  25. by Maria on ottobre 4th, 2008 at 23:17

    Alessandro ora ha voluto dire la sua personalissima. Manca solo che citi il cv della Nielsen, che ci mostri ove far defecare i cani e che indichi col ditino dove stiano i buoni.
    E poi concluderemo che i Baci Perugina son meglio di Google.

  26. by roberto on ottobre 4th, 2008 at 23:36

    “un giornale che ti fa vergognare come un vecchio parente un tempo dignitoso e ora sorpreso a rubare polli”. scritto da una persona che ha vissuto dentro la redazione di quel giornale, e in nome delle palle che lo stesso giornale ha sempre rotto con i vari ‘recensendo rep.’ o ‘recensendo corriere’ eccetera. oggi si apre una nuova fase: ‘recensendo F’. poi, se ci pensate bene, l’onestà della tenutaria è innegabile. cioè, dopo che della questione licenziamento si è rifiutata di parlare per tre anni – nonostante dagospia, forum intasati di gente che non se ne voleva fare una ragione (o che aveva “bisogno di una vita”, per dirla come lei), libri con elenco delle persone che contano tra le quali ci mettono la tenutaria – dopo che è rimasta fredda davanti a tutto questo (mi chiedo solo come ci sia riuscita),

  27. by roberto on ottobre 4th, 2008 at 23:39

    …non è che oggi improvvisamente si è rincoglionita e ha deciso di parlarne rispondendo a una laura. lo fa perché ha sollevato una questione importante (il plagio) e spiega il perché.

  28. by alessandro on ottobre 5th, 2008 at 00:19

    uffa che palle. dico la mia personalissima sempre, ok? ti infastidisce?
    stica

  29. by robba on ottobre 5th, 2008 at 11:51

    Sembrerò un’adulatrice ma sono anni che vedo in giro una generazione di emule di G. Soncini. E non parlo solo di coetanee prive di talento che sognano di essere lei anche nella vita privata ma di decane dei periodici femminili convertitesi di colpo al soncinismo. Finché sarà questa la prassi non ci sarà spazio per altro giornalismo di costume che non sia Mela+C o Ctrl+C eccetera.

  30. by eNZO on ottobre 5th, 2008 at 12:49

    ma vudi ALLEN non si chiama oggi vudi CRISTIANO allen o mi sono perso qualcosa?

    tutti COPIANO. La DIFFERENZA è come la copia supera il CARBONE!
    Se io vedo un VESTITO tutto UAU su una FEMMINA che mi piace e ce lo compro alla mia FIDANZATA che è nana e PELOSA, è COPIATURA pessima. Era MEGLIO comprare una tuta di SUB, no?
    Quindi se COPI e il RICALCO è su di TE, ok.
    Ma se hai la schiena PELOSA, non COPIARE.

    oggi è domenica è la mia GUARDIOLA, chissà perché, domenica fa più SCHIFO degli altri giorni. NON vedo l’ora che Ulderico mi prende e mi salva, oggi. ciao da eNZO (io)

  31. by cecilia on ottobre 5th, 2008 at 17:58

    volevo rettificare : dicevo che anche il primo non era un gran che, soprattutto perché mi sembrava ricalcare un allure nello scrivere proprio della proprietaria del prensente blog e lo credevo quindi da lei scopiazzato nello stile (come fanno molte, da un po’ di tempo), invece – stragulp – scopro che era proprio suo…! e insomma chiedo venia per la leggerezza con cui ho liquidato proprio qui un pezzo che non ho neanche letto per intero, solo perché non riconoscevo la verve della scrivente.
    mmm, ora immagino uno “sti cazzi” generale levarsi dall’intera popolazione di questo blog, e c’avete pure ragione. vabbè, ciao.

  32. by dalemiano on ottobre 5th, 2008 at 21:20

    Invece grazie, quel primo commento era veramente fastidioso.

  33. by Guia Soncini on ottobre 6th, 2008 at 00:31

    Meno male che eNZO c’è.
    (Anche perché altrimenti, gerarchie interne ai propri licenziamenti stabilite da altri, disquisizioni sulla qualità dell’originale da cui si copia come questo modificasse l’etica dello scopiazzare con la destra e con la sinistra fare la predica a chi copia, difensori vibranti dell’onore della tenutaria così bisognosi di una vita che viene da immalinconirsi: c’è di che pensare che, un po’ come gli estensori di lettere ai giornali, i commentatori di blog siano tutti cretini, punto.)

  34. by Guia Soncini on ottobre 6th, 2008 at 01:33

    [Ah, mi ero pure dimenticata: non è mio. L'originale, intendo. Anche qui, non che l'ipotesi che l'avessi scritto io costituisse attenuante o aggravante o influisse in qualsivoglia modo o misura sulla piuttosto elementare questione, ma comunque non è mio.]

  35. by roberto on ottobre 6th, 2008 at 03:06

    beati quelli che si bastano sempre e comunque.

  36. by laura on ottobre 6th, 2008 at 05:37

    lo ripeto, Guia, sei proprio candida.Uno ti fa buh, etu ci cadi dentro mani e piedi.Incredibile

  37. by Guia Soncini on ottobre 6th, 2008 at 05:46

    Laura, tesoro della mamma, tutto quello che ti pare, e stai tranquilla, quei signori vestiti di bianco sono angeli, non infermieri.
    Però, se non impari a mettere gli spazi, a scrivere «po’» con l’apostrofo e tutte queste cosine, ti metto nello spam.
    Mi viene male agli occhi, a leggerti.
    Poi dicono che le nostre elementari son le migliori del mondo.

  38. by j on ottobre 6th, 2008 at 09:31

    solo un inciso, forse alcune persone (tipo me) si sono focalizzate sul periodo del foglio perchè continuano a preferire quegli articoli a quelli (a mio parere) più scialbi che la tenutaria scrive per il Corriere

  39. by monia on ottobre 6th, 2008 at 12:03

    eNZO, j’adore! :-)

  40. by roberto on ottobre 6th, 2008 at 12:10

    se posso, e senza che nessuno s’immalinconisca, al foglio la tenutaria poteva scrivere liberamente quello che le pareva e piaceva. un po’ come fa qui. anche iniziare un pezzo con una parentesi (quello sui blogger). cioè, non credo che la maggior preoccupazione di quel giornale sia mai stata il numero delle copie vendute. al corriere, su ‘io donna’, serio e figo quanto vi pare, c’è un target, regole da rispettare. e lei ci deve stare dentro. lo faceva, su ‘io donna’, anche nel periodo del foglio, del resto.

  41. by j on ottobre 6th, 2008 at 12:26

    penso tu abbia ragione, forse è solo un pò di nostalgia

  42. by j on ottobre 6th, 2008 at 12:31

    (a parte che “serio e figo” su io donna mi sembra un pò esagerato)

  43. by ester on ottobre 6th, 2008 at 14:07

    next, please

  44. by kitten on ottobre 6th, 2008 at 14:09

    Attento j al filtro spam.

  45. by Guia Soncini on ottobre 6th, 2008 at 16:18

    Un target? Regole da rispettare? Iniziare un pezzo con una parentesi?
    Bene, mi pare che il limite accettabile di patologie della psiche, parole in libertà, evidente bisogno di una vita vera e segaiolismo su temi di nessun interesse sia stato in questa sede e in questi giorni superato di alcune miglia.
    Ergo, dopo questo mio, i commenti vengono su questo specifico pensierino disattivati.
    Siete pregati di dimostrarvi più maturi di un alunno di seconda elementare e di non andare a riversarvi con le vostre pallosissime analisi della storia del soncinismo negli altri spazi che restano (per ora) aperti.
    Grazie.