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Colpi bassi

Nei secondi in cui allunghi la mano verso il pulsante, per spegnere la musica e uscire, sentir partire l’attacco dal vivo. Restare lì, con la mano sospesa, come in una brutta scena di una brutta soap opera, senza riuscire a spegnere fino all’assolo di sax, quando ormai tutto è stato detto, e la giornata ha preso quell’andamento lì.
In some motel room. There’ll be a radio playing. And you’ll hear me sing this song. Well, if you do, you know I’m thinking of you. And all the miles in between. And I’m just calling one last time. Not to change your mind. But just to say. I miss you baby. Good luck. Good-bye.
Devi ricordarti di togliere certe cose dall’iPod. O di istruire lo shuffle perché non le selezioni. Mai.

Comments so far:

  1. by michela on novembre 1st, 2008 at 15:23

    bobby jean!

  2. by mafe on novembre 1st, 2008 at 20:14

    Aggiungo alla lista: di non leggere blog di persone che.

  3. by alessandro on novembre 1st, 2008 at 22:45

    credo che la musica possa evocare emozioni e ricordi in tutti quanti e di tutte le età, ed è una fortuna soffrire ogni tanto. aiuta a vivere.

  4. by alessandro on novembre 1st, 2008 at 22:46

    sì sembra conclusivo e pomposo ma non voleva esserlo..

  5. by dorothy on novembre 2nd, 2008 at 18:12

    Quant’è vero…alla fine di tutte le ironie e di tutte le autoironie resta quel che dice la canzone..mi manchi, buona fortuna, addio.

    Alessandro, senza rancore, ma che soffrire ogni tanto aiuti a vivere mah… onestamente se si potesse rinunciare a certi aiutini ..

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