|
|
|
|

Che poi non mi si accusi di celare gli sviluppi delle notizie.
Nella notte in cui l’Incubatrice col Fucile, equipaggiata di un inutilmente costoso guardaroba nuovo, venne rimandata a fare ciò che le compete (riprodursi e sparare), io e l’uomo che aveva preso un certo impegno ci siamo visti, al party elettorale della tv della corrente che non c’è.
Siccome è il nostro modo di volerci bene, ci siamo pure insultati su tutt’una serie di argomenti maggiori – il mio lamentarmi che Tizio non mi salutasse, il mio lamentarmi che Caio non mi rimorchiasse, il mio lamentarmi che Sempronio non mi capisse – e minori: il ruolo della Binetti nel PD, di Veltroni nella vittoria di Obama, di Rula Jeabral negli equilibri catodici.
Però, sia detto a merito del suo essere uomo d’onore, la mattina dopo, forse perché non era ancora andato a dormire, mi ha mandato il seguente messaggio:
> se non ti ho sputato (con tutto quello che hai fatto negli ultimi tempi per meritartelo) non l’ho fatto
> perché sono una persona onesta, e gli estremi non c’erano. diciamo che ti ho assolta per
> mancanza di prove (lo so, è un concetto che non puoi afferrare, ma prendila così.) però una cosa
> te la devo dire, da amico: con tutti gli indiscutibili e notevolissimi progressi, sul rapporto tra la tua
> figaggine e il tuo livello di insopportabilità e demenza ancora non ci siamo.

Ora, voi capite bene che c’è solo una cosa più auspicabile che sentirsi dire che sei dimagrita, ed è sentirsi dire che sei proprio scema. Che non è che non ti impegni: è proprio che non ci arrivi. Capirete quindi che sono talmente soddisfatta e certa che meglio di così non possa presentarmi da stare addirittura prendendo in considerazione l’idea di mangiare del pane.

Lascia un commento