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Un paese di mitomani/3

La trattativa va avanti da qualche tempo e immaginatevi la riservatezza.

traduzione: Questo è giornalismo d’inchiesta, mica un gioielliere con manie di grandezza ci racconta una qualunque cazzata e noi abbocchiamo come polli.

«Il distributore americano – ha detto il titolare della ditta Giovanni Bosco – mi ha telefonato e ha detto: “Obama ha visto il tuo anello, lo vuole regalare a Michelle, ci fai un preventivo?”».

traduzione: Perché, notoriamente, il presidente e la first lady indossano cose non americane, anzi, la prima cosa che programmano di indossare alla Casa Bianca, la cosa che ordinano la notte stessa delle elezioni, è una cosa importata – un gesto che mette di gran buonumore il loro elettorato, oltre che essere presidenzialissimo

Naturalmente c’è una riservatezza nemmeno fosse un segreto di Stato. Dalla ditta Giovanni Bosco non arriva nessun dettaglio, per carità, anche perché, come si fa notare nell’ambiente orafo, «è molto scorretto rivelare il prezzo di un gioiello ordinato dal cliente».

traduzione: Mentre invece è correttissimo, lo sarebbe specialmente qualora fosse vero, farsi pubblicità col fatto che l’uomo più famoso del mondo t’ha chiesto un preventivo.

Comments so far:

  1. by Isa on novembre 30th, 2008 at 17:51

    Per quanto rifletta da lunghi minuti sull’omonimia tra l’estensore (estensore!) del pezzo (pezzo!) e l’autore de La solitudine dei numeri primi, non cavo un ragno dal buco. Forse le omonimie sono, appunto, solo omonimie.

  2. by punto p on novembre 30th, 2008 at 18:24

    Ancora mi devo riprendere dal Narciso di Michelle. Ma a parte questo, i nostri giornali non conoscono limiti: non escludo che tra una settimana leggeremo che Obama ha ordinato anche un paio di orecchini a maschera apotropaica di Gerardo Sacco.

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