Ciao, mi chiamo Guia e anch’io sono un’alcolista. Sono rientrata nel tunnel e non so neanche come. È successo stanotte, a un’ora mannara, stavo andando a dormire ma mi ronzava una qualche associazione di idee da conversazioni serali, non riesco a ricostruire quale, sapete come quando ti condizionano per farti diventare un omicida su commissione e tu quando senti “barbabietola” diventi una macchina per uccidere? Ecco, tipo. Insomma sfilo in evidente stato di trance il cofanetto della terza stagione, mentendo a me stessa una menzogna tipo «No ma voglio solo sentirlo dire “Yes. And I’m gonna win.” e poi dormo», e ovviamente tre ore dopo sono ancora lì. Ma smetto quando voglio, sia chiaro. (E vada la mia solida gratitudine alla persona caritatevole che, nel mezzo delle dosi, mi ha rassicurata dicendo «Non preoccuparti: tutti si sentono Toby, prima o poi»: senza, non sarei ancora andata a dormire.)
Tutto questo per dire che poco fa un uomo spiritoso mi ha detto «Dai, il 20 gennaio inizia il remake», e abbiamo iniziato a discutere di quanto comunque non saranno all’altezza, sì, Rahm che sarebbe Joshino, d’accordo, ma non c’è Aaron a scrivergli le battute, e comunque non ci sono telecamere nei corridoi. E allora il tizio con cui parlavo ha detto che io li sottovaluto, figurati se non ci hanno pensato, e io ho capito che Life at the White House (sottotitolo: Walking and talking) sarebbe in effetti un eccellente format. Con il televoto per decidere quante truppe mandare in Afghanistan.

ti capisco, anche troppo bene, purtroppo.
confesso, ho la stessa addiction.
ma siamo sicuri che aaron non darà una mano a scrivergli le battute, per davvero?
Posto che la re-visione è un fatto strettamente privato, ci dev’essere davvero qualcosa nell’aria. Io, ieri notte, insonne e affamata di qualcosa di degno dell’attributo “formidabile”, ho buttato giù in un colpo The Two Bartlets, Night Five, Hartsfield’s Landing e Dead Irish Writers (noto anche come disco 4 della terza stagione). Con più di un brivido “tobyco” (“Then make this election about smart, and not… Make it about engaged, and not. Qualified, and not. Make it about a heavyweight. You’re a heavyweight.”)
Giusto a te pensavo: non sarà il caso di mettere dei test di accesso alla possibilità di dirsi sorkiniane? Vedo troppa improvvisazione, in giro, perbacco. Fondiamo un club, ma che sia esclusivo, perdincibacco.
Accidenti, se avessi tempo, compilerei un questionario di quelli tosti, da inviare per email a chiunque nomina il Suo Nome invano. Sbeffeggiamenti vari anche in caso di un unico errore. Qui si mira alla perfezione, ovvio.
Prima scrematura: quelli che sbagliano il posizionamento della “s” in Sports night.
Pensavo a qualcosa di più… raffinato. Foto A e Foto B: indica chi è Ed e chi è Larry :-)
Quello che mi seduce, in te, è la cattiveria.