• Luca Sofri è un bambino socievole. Di quelli che in spiaggia fanno amicizia con tutti. Talmente con tutti che tra un po’ chiamerà amico pure il tabaccaio che gli ha venduto le sigarette una volta nel ‘95. Luca Sofri è altresì convinto (dodicesimo commento) che quei due bambini che gli tirano le gomme, gli sputano, e se potessero lo caccerebbero a calci dal gruppo di gioco siano suoi amici. Nessuno meglio di me lo capisce: è il complesso di “fa così perché gli piaci”, ha rovinato la vita a tutte noi, gli americani ci hanno anche appena fatto un film: esce a San Valentino.
  • La società socialista è costituita da quattro elementi del sistema politico a seconda del loro ruolo e delle loro funzioni come l’organizzazione politica, le norme politiche, le relazioni politiche e la coscienza politica. L’importante fonte di elementi della politica fu pubblicata per la prima volta nell’anno 1891.
  • Luca Sofri è talmente determinato a essere amichetto, che – intenerendo qualunque spettatrice – cerca addirittura di simulare una qualche forma di senso dell’umorismo. Il bambino senza cuore, invece di commuoversi per lo sforzo, persiste a maramaldeggiare.
  • Luca Sofri ritiene che a Massimo D’Alema manchi il consenso (cioè: quella cosa che in politica ti legittima e dà forza e rappresentatività alle posizioni che prendi) per preoccuparsi pubblicamente dello sfascio del PD; ritiene che quella forza di posizione ce l’abbia invece Mario Adinolfi.
  • Luca Sofri proprio non capisce perché un programma televisivo, un tg, un giornale, intervisti D’Alema e non Irene Tinagli (o anche lui stesso, a questo punto, ma questo non lo dice perché è adorabilmente modesto.) Riepilogando: nella gerarchia della rappresentatività Sofri e Tinagli e D’Alema sono pari merito, e tutti e tre sono meno rappresentativi di Gawronski.
  • A casa Sofri non si è né per il partito liquido né per le tessere. Si è per il partito leninista, senza correnti, e quando si ha lì Chiamparino che parla di correnti gliene si chiede conto, diamine, di chi è la colpa se ci sono le correnti, faccia i nomi. Ché si sa che corrente è sinonimo di banda armata.
  • Luca Sofri scrive un giorno sì e l’altro pure quanto siano scemi e inaffidabili i giornali italiani, quindi ci dev’essere senz’altro una ragione se sta portando avanti da giorni questo indignato dibattito fidandosi religiosamente dei retroscenisti (autori di fiction per addetti ai lavori) che parlano di una mediazione di Fassino. C’è, una ragione sensata, vero? Me la spiegate come se avessi (anch’io) cinque anni?