Pochi secondi fa Mara Venier ha detto a Vladimir Luxuria che, se si ricandidasse (alle elezioni, non al televoto) in questo momento, «saresti eletta a furor di popolo». Vladimir, senza fare un plissé, ha risposto «Lo so benissimo» – e il grave è che aveva l’aria di crederci.
La prima e l’ultima discussione sull’irrilevanza della vittoria di Luxuria l’ho avuta la sera della finale, con uno che sosteneva io scambiassi Campo de’ Fiori per il paese reale e non capissi l’importanza simbolica e di accettazione profonda del televoto in favore di – che progresso! – una con le tette e il pisello. È stata l’ultima perché non sono così democratica da perder tempo a cercare di convincere uno che pensa di rappresentare il paese reale e che io invece rappresenti l’aristocrazia. Ed è stata l’ultima anche perché mi sembrava così assurdo, così palese, così evidente che la stessa casalinga di Trani che si compiace di far vincere un reality a un trans poi, se quello stesso trans se lo trovasse come supplente di matematica del figlio, chiamerebbe i carabinieri – così evidente, dicevo, da non valere lo sforzo del dibattito.
Adesso però vedo che il virus si diffonde, anche tra spettatori altrimenti lucidi: si porta molto la posizione “la vittoria di Luxuria come gradino dell’evoluzione dei costumi e simbolo di progresso.” In un paese in cui il papa che non vuole la depenalizzazione dell’omosessualità apre i tg; in un paese in cui non solo non si fanno i Pacs, ma il loffio tentativo di farli lo si nasconde beghinamente sotto una coltre di «Lo facciamo per le vecchine che si fanno compagnia dividendo casa»; in un paese la cui modernità in materia di diritti civili è degna del 19esimo secolo, decidiamo di vedere come segno di apertura mentale il televoto a una trans invece che a una strafiga sfasciafamiglie (quella sì che sarebbe stata una rivoluzione).
Ora io non voglio contestare il diritto di chicchessia a illudersi che il bicchiere sia mezzo pieno. Voglio solo sapere: ma, quando il Grande Fratello lo vinse Jonathan, per quelli di noi con disordini sessuali cambiò qualcosa, in questo illuminato paese?

Che fesso, Jonathan. Avrebbe dovuto fare una seria battaglia sociale e costruirsi un cv come quello di Luxuria, piuttosto che coltivare Louis Vuitton. La sua vera sfiga è di non essere capitato in un bagno con la Gardini. Oggi sarebbe senatore.
[...] la cosa più intelligente che mi è capitato di leggere – grazie al blog di Giulia – su tutto l’affaire Luxuria. Sono perfettamente d’accordo, per una volta. Elementi di capitalismo amoroso tramite Sai [...]
Ah, Jonathan aveva già vinto il Grande Fratello? Questa cosa non la sapevo. E ancora stanno a parlare del valore socio-politico della vittoria di Luxuria all’Isola? Siete proprio a un livello basso-basso, eh, in Italia.
Penso tu lo sappia già, e che se lo dico io non te ne freghi giustamente nulla, ma questo è uno dei migliori post che abbia mai letto.
Nel paese reale non cambia nulla. Punto. Chi vuole riempire il mare a goccia a goccia inizi a preparare le basi per un secolo di televisione sui trans, che li mostri non solo nei reality o a Buona Domenica. Avevo già letto il post su Freddy Nietzsche (tra l’altro c’è anche scritto che le attrici porno si rendono utili per l’emancipazione femminile ed ho pensato si riferisse a quella sciocchezza del porno femminismo, manifestazione avvenuta in Canada. In Ca-na-da, un posto dove, se fai una cosa del genere, non ti trovi circondato da Forza Nuova e Moige assieme con le taniche di benzina.) avevo letto il post che aveva una decina di commenti e ciò che mi ha infastidita di più è il “invece quando era parlamentare…”, ma parlamentare cosa? Ha fatto qualcosa da parlamentare? È servita a qualcosa, è stata utile? Lasciando perdere che fosse con un partito che non serve a nulla di per sé, ma a me Luxuria è sempre sembrata una persona stupida ed innamorata delle telecamere. Ed inutile, dovunque la si metta.
Luxuria ha detto solo una cosa intelligente dal suo ingresso nell’isola: “Mara Venier è una trans intrappolato in un corpo di donna”.
Ci si era illusi che l’Italia si fosse spogliata di un po’ di perbenismo quando fu eliminata la sconosciuta muratrice. Stessa muratrice che faceva vanto tanto della sua difficoltà di arrivare a fine mese quanto della sua capacità riproduttiva da far rabbrividire una coniglia.
se ci si accontenta della vittoria di un trans in un reality per non vedere più tutte le discriminazioni vuol dire che siamo proprio alla frutta, anzi forse all’ammazzacaffè..
Mi sono ricordata e vorrei ricordare a GS che prima del mitico Jonathan ci fu la mitologica Denny Mendez.
http://it.wikipedia.org/wiki/Denny_Mendez
e seduto sul suo divano in alcantara con un delizioso pareo a protezione dello stesso grattandosi il pacco o una tetta, ventura docet, l’italiano teleutente ha decretato la vittoria di vladimiro guadagno in arte luxuria. che sinceramente non è che la lussuria la rappresenti tanto bene, ma nessun timore chè al mattino in macchina sgommando per avere un posto in prima fila, non mancherà abbasando il finestrino di rivolgersi alla macchina sorpassata con tono appassionato e puramente liberel -a frocio-.
oops, liberal
[...] Voglio solo sapere: ma, quando il Grande Fratello lo vinse Jonathan, per quelli di noi con disordini sessuali cambiò qualcosa, in questo illuminato paese? [...]
Sì però io non ci arrivo a come ci renderebbe più liberi – soprattutto a noi non-fighe – la vittoria di una strafiga. Per l’argentina di gamba corta si è già fatto tutto il possibile, orsù.
Cosa intendi per “disordini sessuali”? Essere gay sarebbe un disordine, per te?
Beh se intendiamo il disordine come creatività e caparbietà, direi di sì. Altrimenti no. :-)
..che dire se non un semplice HAI RAGIONE!!! e pure tanta!!