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Sarà che “cinema d’autore” mi fa lo stesso effetto di “tv di qualità”

Ieri discutevo con un gruppo di televisionari del fatto che le rubriche di critica televisiva dalle quali essi si fanno ingrossare il fegato le leggono solo quelli che lavorano in televisione, che non esiste uno-spettatore-uno che dica «il Grande Fratello non lo guardo perché l’ha stroncato Tizio.» Quel che non avevo detto era che sono convinta l’irrilevanza valga anche per la critica cinematografica. Almeno, in Italia. Perché leggo questo, e mi viene il dubbio che, invece, in America… Poi rileggo, e mi passa il dubbio: anche qui, si sta parlando di produttori cinematografici, mica di spettatori. Di cinematografari, e di come se la raccontano: il film è andato male perché Manohla ha convinto il pubblico colto a non andarci? Mah. Se un film – o un qualunque altro prodotto, culturale e non – va male, è perché è brutto. Nell’ampio senso di: sbagliato – per il momento, il pubblico, le intenzioni, quel che vi pare. Lo so: è un atteggiamento semplicista. D’altra parte io sono una ragazza semplice. (E comunque Angelo Guglielmi, che è un signore complicato, sosteneva di non aver mai visto un bel programma che non venisse premiato dall’Auditel.) Ancora più semplicisticamente: una i cui parametri di intoccabilità sono Kaufman e Lynch (tra le principali cause di orchite nell’occidente industrializzato) può davvero essere considerata una il cui parere ha una qualche attinenza con la realtà?

Comments so far:

  1. by gianni on dicembre 12th, 2008 at 09:48

    un programma televisivo o cinematografico si guarda per curiosità o per interesse, conta poco chi te lo segnala. è come una donna: la sbatti la prima volta, poi decidi di continuare o mollarla.

  2. by alessandro on dicembre 12th, 2008 at 10:12

    mi sembra la scoperta dell’acqua calda.

  3. by Borgognoni on dicembre 12th, 2008 at 11:53

    So che è doppiato e me ne scuso con la tenutaria, ma come al solito era già tutto qui http://it.youtube.com/watch?v=6wKN21FsKZc&feature=channel_page

  4. by miic on dicembre 12th, 2008 at 11:58

    Ok, passo a prenderti al Bar Sport e andiamo assieme a vedere Natale a Rio

  5. by Guia Soncini on dicembre 12th, 2008 at 12:36

    no, scusa, adesso io sembro fissata (un po’ lo sono, ma l’ho vista la settimana scorsa, la puntata), tuttavia: come stracazzo è possibile che “ho vinto qualche cosa?” diventi “c’è qualche problema?” e “se nessuno avesse saputo che esistevano mi riguarderebbe, ma erano semplicemente pessimi” diventi “devi accontentarti e non rompere le palle”? cioè, il tempo che non hanno dedicato a studiare l’inglese e l’italiano, gli adattatori l’hanno trascorso a farsi flebo di creatività?

  6. by Nino Nutrizio on dicembre 12th, 2008 at 13:34

    Ma certo.
    Per dire, Mozart ai tempi non se lo inculava nessuno, e infatti non vale una cicca.
    Carolina Invernizio invece, ah che grande scrittrice.

  7. by Guia Soncini on dicembre 12th, 2008 at 13:53

    Tu misuri il tuo valore sulla certezza che verrai rivalutato nei secoli? Una sindrome interessante.

  8. by Nino Nutrizio on dicembre 12th, 2008 at 14:45

    Io? E che c’entro io?

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