Premesso che Shave the date è un’idea talmente geniale che quasi organizzo un inauguration party anch’io, presentarsi solo previo appuntamento con adeguate naziste del pelo;
premesso che un signore con cui parlo di parole gran figo con cui mi faccio di droghe pesanti [correzione su richiesta dell'interessato, si accettano anche dediche per le canzonette, citofonare interno 3] l’altro giorno mi ha fatto aderire a una moratoria su “last season” e “is the new”, e quindi questo titolo resta come lapide dell’ultima volta che ci casco, giuro, smetto quando voglio, ho praticamente già smesso;
premesso che, dovendo scongiurare il ritorno di un bush, quello minuscolo mi sembra assai più raccapricciante di quello maiuscolo;
premesso che avere fatto scuole cattoliche non ti impedisce affatto di diventare una bestemmiatrice compulsiva ma ti inibisce – in un contesto di conversazione anche privata, figuriamoci semipubblica – dal dettagliare tecnicamente parti anatomiche sulle quali stendere cera bollente;
premesso tutto questo, le americane hanno un concetto del ritorno della pelosa mooolto diverso da quello delle italiane.
Voglio dire, quando ho letto il sommario mi sono preoccupata, ho pensato a una di quelle robe da film porno degli anni 70, o quella specie di tappetino del bagno che si era messa la Bellucci nel film di Marco Risi perché, avendocela imparruccata, si sentiva meno nuda. Invece, semplicemente, l’articolo dice che non va più la strisciolina. Ma la strisciolina non va più da anni, tesori. L’abbiamo tutte abbandonata quasi subito, rendendoci conto che allargava i fianchi, e infatti il principale ostacolo con una cerettista (americana) nuova è spiegarle esattamente che ipotenusa deve avere il nostro triangolo. Quel che interessa a noi fanatiche della depilazione è, sia detto senza ch’io debba imbarazzarmi a chiamare le cose col loro nome, quel che sta là sotto. E lì, ci dite, nulla è cambiato: «The new rule of thumb is: When you lift your leg, there shouldn’t be any hair below the crease. Keep it clean in the back.» Ecco. Sappiate che in Italia il problema è proprio lì, ve lo dice una che da anni organizza i propri spostamenti, calendario alla mano, per farli coincidere con cerette forestiere (e infatti il passaggio su cui ho più vigorosamente annuito è quello sul problema dei costi: se c’è una ragione per cui prima o poi il bush tornerà, sono i tagli di budget.) In Italia mettono in listino brazilian, manhattan, playboy, e altre suggestioni assortite che dovrebbero significare «Uscirai da qui liscia come quando giocavi con le Barbie», e poi ti allungano un perizoma di carta che copre proprio le parti che andrebbero depilate. Devono aver studiato nelle mie stesse scuole perché, allorché si appropinquano alle parti che contano, e non osano sfiorarle, e accampano qualunque scusa da «Non ho la cera adatta» a «Ho paura di farle male» a «Lì non si può» (è sconsigliato dal ministero della sanità? l’applicazione completa della 194 che tutti paiono auspicare include «partorirai con dolore e irsutismo»? e allora cosa ce l’hai in listino a fare?), allorché scansano le parti molli come insetti sul picnic per poi rimandarti a casa con delle chiazze di pelo proprio dove non dovrebbero esserci, il loro linguaggio corporeo da allieve modello del Sacro Cuore dice «Vade retro! Orrore e raccapriccio! Una vagina!»

Finalmente una parola di saggezza. E sia detto in lode della mia attuale est… nazista del pelo (nel suo caso, anche necessario, non solo superfluo): ridottami prona, mi ha chiesto subito, già la prima volta: “Facciamo bene anche qui dietro?”, e non articolo oltre riguardo a “bene” e “qui dietro”. Mi ha fatto un favore enorme, delle cui positive conseguenze non finisco di stupirmi, e altro che imbarazzi: spirito d’iniziativa. Sarà che è molto giovane, e anche le scuole cattoliche non sono più quelle di una volta?
Nella mia cameretta avevo un Manifesto: un saggio sulle finte lisce firmato dalla tenutaria di questo coso (maledico il giorno in cui l’ho scoperto) pubblicato su Io Donna. L’ho appena spostato più a sinistra per far spazio ad un Manifesto no.2. Il post di cui sopra: un concentrato di saggezza oltremisura.
Davvero avete gradito questo saggio di volgarità?
a ME è PIACIUTA la parte con le pAROLE che non si capisce niente. E’ la fotografia PRECISA delle femmine.
Anche se è vero il detto di vicino a MATERA:
attira più un PILO di fimmina all’acchianata che un paio di BUOI alla scinnuta.
ciao da eNZO
Quanto lavorìo, che spreco di energie.
E la stagione, poi, dura così poco.
Posso dire che l’argomento mi fa un po’ schifo e che il commento di Isa, con tutte le etichettature del caso (imbarazzi e catto altrui), di più?
normalmente i peli stanno dove devono essere. sbattere una donna completamente glabra mi mette in una strana situazione di imbarazzo perchè mi sembra di essere davanti ad una bambina.
@Maria : perchè schifo ?
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Ad ogni modo la recessione dovrebbe far si che la moda sia ancor più avere , la sotto, la brasiliana , o più esattamente un look che presuppone la visita , e relativa spesa dall’ estetista. Non so : un disegno astratto , un tribale ? Almeno, mi pareve le mode funzionasserò spesso così .
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“e infatti il passaggio su cui ho più vigorosamente annuito è quello sul problema dei costi: se c’è una ragione per cui prima o poi il bush tornerà, sono i tagli di budget.”
E si , in effetti è un problema tecnico irrisolvibile . Magari, prima che vi inglobi , andate dal Dr.House.
mi sono fatta bombardare le gambe con il laser, ragazze, voi? Esperienza notevole: te ne stai lì con degli occhialoni hollywoodiani, queste ti controllano, mettono 2 tonnellate di gel, sparano luce, ti fanno l’impacco, poi lo spray, poi la crema. Ti chiedono mille volte, hai sentito qualcosa, li abbiamo strinati eh?! Una perfida diavoleria da hammam cyberpunk. Però la mia zazzeretta, piccola, si intende, a me piace così tanto, la trovo tenera e un po’ bucolica. Me la tengo.
gianni, mammamà, te prego … a parte il fatto che uno che dice “sbattere” a me da sempre l’idea di un poveretto che vuol dare l’impressione di scopare molto, senza sentimento, una gran varietà di femmine (modello maschile molto anni ‘80 di una tristezza quasi pari ai ciuffi di pelo sotto le ascelle che andavano nello stesso periodo). ma, andiamo, cristosantissimo, tra peli ‘nature’, sparsi, indisciplinati e comunque di troppo (infatti li chiamano superflui, da almeno un decennio mi pare) e “glabro” c’è una vasta gamma di depilazioni possibili, che non dovrebbero creare imbarazzo a nessuno. …o ti piace proprio, strozzarti con i peli pubici?
Non ho alcuna visuale delle parti di cui scrive la tenutaria (salvo organizzare apposite complesse operazioni di appostamento) per cui della loro più o meno completa depilazione non ne faccio una questione estetica “mia”.
Essere così preoccupate di qualcosa che, al limite, vede solo l’altro, ha qualcosa di strano. Suona di un’insicurezza disarmante.
detesto puntualizzare l’ovvio, ma neanche essere pettinate serve a quella puttanata denominata “mi faccio bella per me stessa”: a meno che non si passi la giornata davanti a uno specchio, in genere sono comunque gli altri che apprezzano il fatto che chi hanno di fronte sia vestita, pettinata, truccata, o qualunque altro dettaglio abbia a che fare con quella disciplina altruistica denominata “estetica.”
poi ci sarebbe il fatto che essere lisce è questione tattile, non visiva, ma qui mi appello al quinto emendamento del sacro cuore.
non sono d’accordo. nella mia opinione non sono la stessa cosa la cura del crine della testa e quella dell’altro crine. non è vero. la cura oltre modo attenta del crine sito più in basso denota un mettersi nello sguardo dell’altro molto più del pettinarsi prima di uscire di casa. insomma: ti guardi come farebbe un uomo e lo vuoi compiacere oltre ogni tua oggettiva possibilità di apprezzamento, anche quella tattile.
ma perchè reagisci con le parolacce quando qualcuno non si accoda alle tue ragoni?
Fermo restando che
o è apprezzamento
o è oggettivo,
giacchè le due cose si escludono a vicenda.
La “possibilità” tattile (che la si voglia intendere come apprezzamento soggetivo tattile, cioè mi piace di più liscia/mi piace di più irsuta o come percezione oggettiva tattile, cioè l’ essere liscia/irsuta) è una possibilità bisex. Addirittura la più naturale delle possibilità, dal momento che evita quelle che definisci “complesse operazioni di appostamento”: quando si dice, la comodità di un gesto, per intenderci.
Cosa sai tu del sacro cuore Guia? L’argomento è accattivante quanto la tipologia
Che tristezza !!!!!!
non vedo in cosa “apprezzamento” e “oggettivo” si possano escludere a vicenda.
inoltre la nostra percezione tattile delle cose nulla a che vedere con la loro realtà visiva.
prova, te ne stupirai.
con questo chiudo, ché la cosa si sta facendo in effetti tristanzuola.
Tempo qualche anno e sarete tutte vagine spelacchiate, pure aggratis.
Il terribile è che qualcuno vi convincerà che è di moda farsi il trapianto.
Ma Marina Corradi si è clonata ed infesta il blog? Com’è offensivo e troglodita definire cose volgari e schifose le vagine e ciò che ruota intorno. Se è cosí osceno per voi averla – bisogna tenerla nascosta, non parlarne! – cercate un rimedio e liberate il genere, grazie. (In alternativa almeno rifugiatevi sulle answers yahoo)
“Esser così preoccupate di qualcosa che, al limite, vede solo l’altro, ha qualcosa di strano. Suona di un’insicurezza disarmante.”
Che stupidaggine. È lo stesso che depilarsi le ascelle, le si depila perché nature son brutte. O tu sei tanto sicura di te da sentirti figa pure in versione scimmia?