- Ma scusa, scrivilo. Perché non l’hai ancora fatto?
- Io ti ammiro moltissimo.
- Perché ho perso tempo dietro al Merda.
- Ne vuoi uno?
- No, ne volevo proprio un piatto, ma davanti a lei non ho osato. Sei un uomo coraggioso.
- Guarda che nella tua insalata c’è l’uvetta che è altrettanto carboidrato.
- Chi è il Merda?
- Ah vabbè.
- Qui siamo alle nozioni di base, proprio.
- Il glossario.
- Però io mi associo alla domanda: non si saprà proprio mai il nome?
- Ma scherza?
- Non guardare me.
- Ne abbiamo parlato per almeno venticinque secondi, prima. Con nome e cognome.
- E io dov’ero?
- Qui di fronte. Quando si parlava delle poco raccomandabili amicizie di [omissis]. Prima della terrina d’oca al mango.
- Dopo le puntarelle.
- Per le quali non abbiamo neanche telefonato alla nonna.
- Quale nonna? Hai intenzione di lasciarmene un po’ o cosa?
- Quella del libro che non ho scritto perché eccetera. È buonissimo, ma io perché non l’ho preso?
- Se mi dici chi è te lo lascio finire.
- Figurati. Non sai quante volte le ho chiesto invano chi fosse il Porco Bastardo. Dopo dieci anni, mi è toccato scoprirlo per vie traverse.
- Che ti avranno senz’altro fornito false informazioni. Ma c’è del caramello coi grani di sale, sopra? Meraviglia.
- Cioè il Merda è il successore del Porco Bastardo? Il prossimo chi è, Jack lo Squartatore?
- No, c’è il Ragazzo Ricco, no?
- Oddio, chi è?
- Quello delle ex.
- Uh, l’avevo già rimosso. Avevamo fatto in tempo a ridurlo a stereotipo?
- Non esattamente culturale, per la verità. Assaggia lo zabaione.
- Quanto devono durare, per avere diritto a un soprannome?
- L’avanzamento da flirt a cliché? Mmm, direi che devono ledere almeno un organo. Non necessariamente cardiaco. Va bene anche la milza.
- Quella crème brûlée la lasci?

se ti capitano sempre questi paraculi, un po’ mignotta devi essere anche tu.
Il Merda ? No , brutto . Non ci siamol “Il Porco Bastardo”, beninteso oltre alle altre plurime motivazioni per avere un flirt prolungato con la titotale ,
aveva il suo valore aggiunto. Ad es. sventolare un articolo sul “porco bastardo” di fronte agli amici , chessò nell’ intervallo di un evento sportivo , mentre si cazzeggia sorseggiando birra , dicendo “il porco bastardo sono io” , porterebbe un “RESPECT”, tra i folks della ciurma, invidiabile.
Da li in poi per migliorare non hai scelta che puntare ad uno status del rango di “LUCKY BASTARD” (detentore : Len Wiseman).
Ad ogni modo , ripeto , “il Merda” proprio no , pessima strategia di PR , che se gira la voce che ci sono dei buoni odds di beccarsi un “il Merda” o linee editoriali similari , diventa un grosso deterrente.
Già “Jack lo Squartatore” , invece, un suo target di mercato potrebbe avercelo.
( http://snipurl.com/8lnv5 )
p.s. Ah ha ha –> ho notato solo adesso il nome affibbiato alla “categoria” :
“the ex factor” .
(Ecco , cerchiamo di restare su tale livello, con una spruzzata di testosterone )
questo post è splendido, quasi letteratura.
Non ricordo se il Porco Bastardo fosse mio. Ex Fidanzato Cattivo sì, ma in realtà è un semiplagio del Vile Richard della Fielding, come il Ragazzo Ricco va in conto – ovviamente – a FSF. Il Merda di sicuro non è copyright mio, bensì di una tizia che raccolse i cocci, mentre La Biondina è di una inconsapevole testimone di eventi collaterali. La riduzione a stereotipo culturale è un lavoro di gruppo.
Bellissimo. Un capolavoro.