Scena: negozio fighettista di casalinghi, uno stremante sabato pomeriggio prenatalizio. Lui e lei si fanno largo a gomitate tra orde di acquirenti di padelle biodinamiche, caffettiere viola, cuscini ricamati. A un certo punto, tra dei bicchieri da liquore troppo meravigliosamente colorati per non essere indispensabili nella casa di un astemio, spunta, abbandonato lì da qualche quasi-acquirente pentito che l’aveva pescato in qualche altro reparto, un set di robe plasticose che promette di trasformare la tua bambina in una provetta pasticciera (quella che impasta, non il locale – come vi sarà chiaro grazie alla logica e al posizionamento della “i”, ma non si sa mai)
- Ecco cosa posso regalarle!
- Mmm… Non è un messaggio sbagliato?
- È molto più sbagliato che io debba andare a perdere tempo e pazienza in giro per negozi di giocattoli.
- Ho capito, ma i carboidrati…
- Tanto è una bambina grassa, siamo rassegnate.
