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A voler rifare il giochino dei sopravvalutati (attività nella quale io e amici parimenti odiosi c’intratteniamo con una certa frequenza), poche cose lo sono state, nel ’900, più di Pulp Fiction. Perdipiù, Tarantino ha una stratificazione di caratteristiche personali insostenibili: la passione per il recupero delle schifezze (ciò che, prima dell’inflazione del termine, si chiamava trash); la gestualità affettata; le ambizioni da piccolo critico. «I respect criticism, but I know more about film than most of the people writing about me. Not only that, I’m a better writer than most of the people writing about me» è un soundbite per cui ogni intervistatore sarebbe grato, ma pensate che due palle, al di fuori dell’intervista, avere a che fare con uno che lo dice (peggio: che lo pensa.)

Tutto questo per dire che non mi aspettavo molto dall’elenco qui sopra. Meglio: mi aspettavo esattamente ciò che ci ho trovato. Una lista di film a me perlopiù ignoti, e una minoranza di noti altissimi nella classifica film di cui mi frega meno al mondo. Epperò c’è un Woody Allen. Ora, i film elencati sono temporalmente compresi tra il ’92 e oggi (cioè: da quando Quentin s’è messo a fare il regista.) E quindi una, abituata alla filastrocca Woody-non-è-più-quello-di-un-tempo, quando sente che il prescelto è Anything Else pensa: «Beh, quelli davvero buoni saran tutti precedenti». Poi va a guardare la cronologia dei titoli. E si rende conto che, dal ’92 a oggi, il signor Allen ha diretto roba considerata da tutti minore ma che era puro ZeitGeist (Celebrity), roba witty come non se ne fa più (Mighty Aphrodite, per dire: «My son did slay unwittingly my noble husband, and did without realizing hasten with me, his loving mother, to lustful bed. And a whole profession was born, charging sometimes 80 dollars an hour, and a 50 minutes hour at that»), roba che faceva ridere alle lacrime (Deconstructing Harry, Bullets over Broadway). Ma, soprattutto, ha diretto il sommo capolavoro. Il primo dei primi cinque Allen di tutti i tempi. Sì, più di Manhattan, più di Annie Hall, più di Crimes and misdemeanors, anche se già so che c’è gente con cui mi toccherà scannarmi per ore su questa affermazione.

Husbands and wives è un film gigantesco, e non lo dico solo perché ogni volta che Judy Davis molla in salotto quel poveretto e si chiude in camera a fare una piazzata telefonica a Sidney Pollack penso «Cazzo, devo smetterla»; non lo dico solo perché «She’ll go: Oh poor me, oh gimme a break – but she’ll always get what she wants» è una impeccabile polaroid del miafarrowismo, degenerazione intellettuale del gattamortismo; lo dico perché è l’unica cosa che possa pensare chi, semplicemente, l’abbia visto. A meno che la sua vita sentimentale in questo momento non sia talmente disastrata da, semplicemente, rimuoverlo per istinto di sopravvivenza, come faceva il personaggio di Mia Farrow col divorzio degli amici. Ecco, sì: ho appena deciso che a Tarantino abbiano spezzato il cuore – e malamente, anche. È l’unica accettabile giustificazione al dire che il migliore Allen degli ultimi diciassette anni sia Anything Else.

Comments so far:

  1. by Luca on agosto 21st, 2009 at 12:18

    A me le colonne sonore dei film di Tarantino piacciono

  2. by alessandro on agosto 21st, 2009 at 12:46

    sarà che a 15 anni le percezioni sono amplificate dagli ormoni, che l’ovale di mariel hemingway ingigantito dalllo schermo era ipnotizzante, che woody allen era quanto di più vicino ad un intellettuale si possa stimare a quell’età ma quel film restal film.
    brutto

  3. by alessandro on agosto 21st, 2009 at 12:48

    errore di battitura…IL film

  4. by Guia Soncini on agosto 21st, 2009 at 13:19

    Alessandro, ti par bello venire a casa di Mary Wilkie a magnificarle Tracy? Non so, vedi tu.

  5. by Marcello on settembre 1st, 2009 at 19:17

    Mariti e Mogli è girato in gran parte con la macchina a mano,che è parecchio antipatica in ogni caso.
    Per me il peggiore in assoluto è Hollywood Ending,ed il Woody Allen migliore è stato quello degli anni ottanta.

  6. Kramer auto Pingback[...] e senso critico quando si parla di Woody Allen. Sulla scia di quel che scrive l’amica Guia (a sua volta sulla scia del sempre dubbio Tarantino-pensiero: del suo Bastardi senza gloria si [...]

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