(Poi non dite che questo non è un servizio pubblico. Cose apprese tra amiche, in una serata di cronache sulle rispettive estati. Il canone, dovrei farvi pagare.)
Il tizio che ti dice «You ain’t shagging material: you look like trouble from a distance» ha comunque vinto lui, non importa quante risposte witty o anche solo ovvie (in una gamma da «Ah peccato perché io invece ci tenevo» a «Macchitteconosce») tu riesca ad avere pronte, ha comunque vinto lui, e lo dimostra il fatto che, tonight-as-we-stand-inside-the-rain, sei qui a raccontarlo e a far scuotere teste.
(Pay my respects to grace and virtue)
L’età adulta si misura con una scadenza precisa: la prima volta che ti serve il Muscoril postscopata. (La senescenza: la prima volta che te ne servono due.)
(Send my condolences to good)
Tornano, tornano sempre («sì, per mandarti affanculo meglio la seconda volta.») Quelli che non tornano dopo un interminabile mese di vacanze con la legittima, tornano al primo giro di depressione autunnale. Nel frattempo: rifoderare il divano. Quello sulla riva del fiume.
(Give my regards to soul and romance)
You-look-like-trouble il tizio te lo dice in inglese non tanto per fare il figo (anche, ma è una motivazione minoritaria) quanto perché suona meno brutale di inscopabile. Oltre ad aver vinto lui, è pure beneducato.
(They always did the best they could)
Nella vita conta solo la tenuta. Anche quando sembra che la luce in fondo al tunnel sia l’autobus a due piani che sta per sfracellartisi addosso. Specialmente, quando sembra che. (Sì, questa la sapevamo in effetti già tutte quante. Ma se ne hanno continue conferme, ecco.) E poi: grande è la gratitudine delle amiche per quella che è finalmente riuscita a sdraiarsi quello che tutte bramavamo, e riferisce non ne valga assolutamente la pena (archiviare, fare il cambio di stagione, passare ad altro.) E ancora: grandissima è l’ammirazione per quella che ha concluso la pratica aperta meeeesi fa, tanto più grandissima quanti più sono i mesi (tenuta, si diceva.)
(And so long to devotion)
You-look-like-trouble in realtà ti sta dicendo che devi solo schioccare le dita. Ma neanche. (Vabbè, questa era facile.)
(You taught me everything I know)
Non è che ci sia sempre, per tutte le situazioni relazionali, una frase di Sex and the city adatta, eh. Ma spessissimo sì. Per le più sfigate in genere quella che riassume la stagione è «We had sex like we were teenagers again – meaning, he had no idea what he was doing, and I didn’t say anything.»
(Wave goodbye, wish me well)
I fidanzati estivi sono come minimo terzi nella gerarchia dell’album di ricordi di stagione. Al secondo posto ci sono le canzonette sulle quali hai consumato. Al primo, gli uomini con cui non hai.
(You’ve gotta let me go)
You-look-like-trouble lo pensa davvero, il tizio, come lo pensano cento altri che non te lo dicono, perché scrivi cose come queste, invece di tenerle per i circoli di pizzo a tombolo come s’è sempre fatto mentre quelli di là fumavano il sigaro. Quindi, poi, non lamentarti.

meraviglioso! grazie di scrivere “cose come queste”
Vorrei stamparmi questo post e attaccarlo al muro davanti al pc,saggezza allo stato puro!!