La frase del titolo me l’ha detta un amico, sere fa. Me l’ero appuntata come titolo per tutt’una riflessione che partisse dal fatto che c’è stato un tempo manco così remoto in cui mi accoppiavo coi giornalisti, e ora, appena ne incontro uno e quello invariabilmente ha come unico livello di scambio dialettico hovistochehaiscrittounpezzosu/holettoiltuopezzosu/belloiltuopezzosu, mi viene un eczema, e mentre comincio a grattarmi le bolle capisco perché i giornali non li legge nessuno che non abbia la mazzetta, e poi mi chiedo se questi non si annoino proprio mai del proprio ego, e non è che io ne abbia uno poco ingombrante, eh – solo più variegato; con più senso delle priorità; più propenso a sentirsi lusingato qualora gli commenti le cose davvero importanti (maquantoseidimagrita/machebelLanvinnuovo/machedeliziosimanicaretti) piuttosto che l’ennesimo inutile articolo col quale viene pagato l’affitto.
Insomma, l’intenzione era di divagare rispetto alla questione che preoccupa il mio amico.
Poi, mentre qualcuno di premuroso mi messaggiava «Guarda che non l’hanno venduto, quello», qualcun altro riteneva di passarmi questo, dovesse essermi utile in conversazioni che non ho gli strumenti per sostenere.
Quindi ho deciso che quelli che dicono «Complimenti per il pezzo» e poi, quando l’autore si allontana e tu gli dici «Ma sei scemo? Era illeggibile», rispondono «Ma mica l’ho letto: era brutto?», beh, quelli possono aspettare, ché qui abbiam ben altri problemi.

Bah. Avendo frequentato olandesi per anni per motivi di lavoro, a me risulta che che “ij” si legga “ai”. D’altra parte, parlando di calciatore interista, il chissenefrega pare d’obbligo.
ma non erano i laziali una volta…?
Ciao Guia,
grazie per aver linkato Sneijder al mio sito: http://www.comesipronuncia.it
Ho trovato un’impennata di visite e sono risalita a te. Sono contenta anche perché ti leggo sempre su Gioia.
Ciao
Patrizia Serra