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La marchesa de’ conigli

Non molto tempo fa, un tizio che conosco così commentava la visione della seconda stagione di Damages: «Uno intanto si chiede perché cazzo Gwyneth Paltrow o Penélope Cruz abbiano nel tinello di casa loro un Oscar e Glenn Close no.» E, in effetti, formulata così fa parecchia impressione (ricordo perfettamente la mattina in cui vidi Shakespeare in love, e come uscii dalla saletta di proiezione pensando «Che gran film sarebbe stato, se al posto di quei due ci fossero stati due attori»; quanto a quell’altra, non voglio neanche citare il film per cui l’hanno premiata, per me quello non è un film di Woody Allen, l’ho rimosso dalla sua filmografia, lui non fa robe così, senza una-battuta-witty-una); ma forse fa impressione in assoluto: voglio dire, dei quattro Oscar ai quali è stata candidata, due dei quali per i due ruoli più iconici degli anni Ottanta, uno Glenn l’ha perso in favore di Cher. Cioè. Cher. Cioè. Dai.
Comunque, tutto questo per dire che la Merteuil no e la Bollitrice neanche, ma Patty Hewes è appena stata premiata, e questo alle persone sensate non può che far piacere, nonostante la seconda stagione di Damages fosse un’immonda cagata della quale salvare praticamente solo il guardaroba di Rose Byrne e – appunto – la costante inquietudine indotta da ms Close. E poi subito dopo hanno dato l’Emmy come protagonista maschile al tizio di Breaking Bad, e quello è salito sul palco e ha detto «Sono contento che Glenn Close sia una donna», perché lo sapeva anche lui che non c’era gara, e poi la Byrne aveva un bel vestito ed è la prima volta che è all’altezza dei costumi della serie all’esterno di essa e insomma adesso ho troppo sonno ma magari un’altra volta parliamo di quanto una seria analisi di ciò che siamo non possa prescindere dalla filmografia di Adrian Lyne, eh.

Comments so far:

  1. by clau on settembre 22nd, 2009 at 17:44

    Sono d’accordo con te su Vicky Cristina Barcelona, ma la seconda serie di Damages non aveva nulla da invidiare alla prima imo

  2. by Guia Soncini on settembre 22nd, 2009 at 18:26

    con quel finale? dai.

  3. by clau on settembre 23rd, 2009 at 00:53

    dire che il finale è deboluccio è un eufemismo ma definire tutta la serie “un’immonda cagata” è un po’ esagerato.

  4. by Guia Soncini on settembre 23rd, 2009 at 01:35

    eh ma una buona metà della serie è tenuta su dai flash forward di quel cazzo di appartamento con le due e la tensione della quale non si capisce il contesto né la ragione né il senso, e quando vien fuori la roba dell’ascensore parte il lancio scomposto di oggetti contro il televisore.

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