|
|
|
|

Valter non avrebbe saputo fare di meglio

Ci sarebbero molte cose da dire del numero attualmente in edicola di Chi, dall’analisi del look di Marina Berlusconi (per il quale mi mancano purtroppo le parole) al deal vincente con Muccino e fidanzata (voi ci date dei finti rubati un po’ in bici un po’ a tette di fuori, noi vi diamo uno strillo in cui si dica che da ricerca scientifica chi fa sport fa anche un sacco di sesso) fino alle scelte linguistiche del biografo di Belen, del quale magari mi occupo più tardi.

Ora, è tempo di tesina da Dams, e quindi di analizzare le 24 pagine di Federico Moccia su Ely e George. Che sono una mezza sòla: due dozzine di pagine per una cartella e poco più di testo, spalmata in sei boxini, a corredo delle foto già viste nel corso dell’estate (Majestic, villa, moto, Venezia.) Interessanti sono però i riferimenti cui Moccia ricorre per farci ben capire come dobbiamo immaginare, percepire, elaborare la coppia (riferimenti tutti esplicitati coi loro bravi «un po’ come in quel film», «come dice», «mi viene in mente il personaggio protagonista di», and so didascalizzando on.)
In una cartella e mezzo di riflessioni sul Gran Figo Globale e la Velina del Programma Accanto, è raccolto il seguente immaginario, il candidato lo analizzi ed elabori e poi smetta di chiedersi perché quello fa i bestseller e noi no:

  • Il principe e la ballerina
  • American Beauty
  • Flashdance
  • Vacanze Romane
  • [ma soprattutto] Il Piccolo Principe

Comments so far:

  1. by Isa on settembre 23rd, 2009 at 14:52

    Io non riesco ad andare oltre il diminutivo Ely, francamente. Di Emy ed Evy, che ne è stato?

Lascia un commento