If Clinton had fucked her in the ass, she might have shut her mouth

Uno dei temi su cui litigo più furiosamente e inutilmente (ovvero: partendo e arrivando come sempre ma più di sempre alla certezza che nessuno si muoverà dalla propria posizione) con gente che stimo è: Philip Roth e la sua inarrivabile sopravvalutazione. Una noia. Un autore per maschi. Uno che se una donna facesse le stesse cose sarebbe un sottogenere di letteratura rosa denominato depressing chick, ma siccome è Roth allora uh signora mia un Maestro (sia pronunciato facendo ben sentire la maiuscola.) Se voglio farmi davvero insultare e disprezzare (è per esempio un ottimo metodo per mettere fine a un first date fallimentare), non ho che da citare la volta in cui Nora Ephron, parlando dei diversi standard applicati ad autori e autrici, mi disse «Philip Roth scrive solo delle sue fidanzate e nessuno se ne lamenta.» L’unico punto che sono politicamente disponibile a riconoscere agli avversari, in queste discussioni, è che in The human stain c’era una ottima intuizione sulla soglia dell’irraccontabilità. Ecco: una persona mi ha appena fatto notare che è andata al contrario che per Roman Polanski e Samantha Geimer. Sono certa che c’è una morale da trarre da questo (non) parallelismo, devo solo capire quale.

Comments so far:

  1. by laura on settembre 30th, 2009 at 21:38

    a me sembri sopravvalutata tu.
    Non poco.

  2. by roberta on settembre 30th, 2009 at 21:49

    P. Roth e’ lo scrittore preferito di Daniele Capezzone

  3. by alessandro on ottobre 1st, 2009 at 19:31

    basta entrare in libreria per notare la differenza di scelte tra sessi opposti. poi uno che ha scritto pastorale americana può scrivere anche la nota della spesa, leggerla sarebbe sempre più istruttivo che leggere ” chi “.
    robbè se pol pot ammirava il che non è che per questo a me piaccia meno, il mondo è pieno di ca pe zzoni incombenti, basta ignorarli.
    la colpa cmq è tutta della bicamerale voluta da d’alema.

  4. by armolodico on ottobre 6th, 2009 at 10:19

    Oooh, finalmente qualcuno che dice che il re è nudo e che Philip Roth è una ciofeca di scrittore. Semplicemente, non sa scrivere. A me pare un classico esempio di esterofilia all’italiana: si incensa lo scrittore americano dimenticando che in Italia ci sono fior di scrittori molto, ma molto superiori e raffinati. Basti pensare a Fruttero. Per tacere, fra i defunti, di Sciascia, che in confronto a Roth è un semidio. Anzi, togliamo pure il “semi”.