Archivio settembre, 2009

  1. I never was respectable But at least I was well dressed

    Mai capito come si misuri l’amore. Nel senso: si misura quand’è finito, fin lì ci arrivo. Ma conta quanto imperitura sia l’antipatia? Quanto consueto l’affetto? Quanto neghi e ti vergogni e dici «Io? Quello lì? Ma non dirlo neanche per scherzo, ti querelo»? Dopo, cosa deve restare per avere certificazioni di valore trascorso? You come […]

  2. È la monogamia, bellezza

    Due amiche mediamente adulte, mediamente eleganti, mediamente accoppiate, mediamente risolte, mediamente felici, due tizie qualunque non particolarmente ad alto mantenimento o a basso appagamento si baciano sulle guance dopo aver pranzato insieme in un venerdì medio che prelude a un finesettimana medio, e – intercambiabilmente – una qualunque delle due dice all’altra: «Mi raccomando, scopa, […]

  3. Una sera qualunque da Santoro. Dopo avere detto che insomma, «a Berlusconi piacciono le donne, questo ormai lo sanno tutti», Italo un-nome-un-destino Bocchino ha tirato fuori Mary Jo Kopechne, dicendo ah ma come quando le cose le fanno i Kennedy ve le fate andar bene (poche cose urtano i berlusconiani quanto la mancanza di fighismo […]

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  4. Corrado Formigli: Dino Boffo ha una famiglia. Vittorio Feltri: Abbiamo tutti una famiglia. (Anno Zero, poco fa)

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  5. Il senso di stìvgiobs per l’umore

    Al termine della prima giornata in cui la fookin’ settimana della moda (oltretutto in versione credit crunch, il che se possibile la rende ancor più stronzista) mi ha travolto inghiottito masticato risputato, l’iPod ha ben pensato di ricordarmi che vicino all’Europa, che gambe aperte, che ogni volta che mi tocca di venire mi prendi allo […]

  6. Come mirabilmente sintetizzava lo Stefano Benni che avevo saccheggiato l’altro giorno, il più inequivocabile segno della guarigione da una storia andata a male (avevo scritto d’amore, poi ho iniziato a chiedermi se sia definibile d’amore una storia che finisce così male da guastarti i consumi culturali, e non ho voglia di trovare una risposta adesso) […]

  7. Valter non avrebbe saputo fare di meglio

    Ci sarebbero molte cose da dire del numero attualmente in edicola di Chi, dall’analisi del look di Marina Berlusconi (per il quale mi mancano purtroppo le parole) al deal vincente con Muccino e fidanzata (voi ci date dei finti rubati un po’ in bici un po’ a tette di fuori, noi vi diamo uno strillo […]

  8. Scusami ma ti leggo domani

    La mia velleità di arrivare a una seconda edicola per recuperare il Fatto, esaurito nella prima, si è infranta sulla copertina di Chi, quando il mio senso delle priorità ha avvistato lo strillo 24 pag. da staccare – La favola di Ely e George scritta da Federico Moccia.

  9. Secondo Luca Sofri, la diceria circa un flirt della più mainstream tra le icone pop degli ultimi decenni (inserite qui il vostro riferimento preferito sui numeri: quelli delle vendite delle copertine che la riguardano, dei gadget che la riproducono, dei partecipanti al cordoglio per la sua dipartita – sì: ancora oggi, dodici anni dopo) interessa […]