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Archivio settembre, 2009

  1. Siccome gli americani hanno ‘sta scortesia di parlare in inglese, e qui non è che si possan spendere due lire per far fare gli adattamenti dialoghi di Beautiful a gente che l’abbia studiato almeno come lingua straniera alle scuole medie, allora raffinatezze quali il fatto che quando dicono «New year’s day» intendono «Capodanno», cioè il [...]

  2. E stasera c’è Clinton. No, per dire.

    Al presidente di quellillà serviva un posto dove aspettare che il suo albergo aprisse il check-in, e che non gli facesse sentire la musichetta di Via col vento Poi, sempre per quella storia delle parole e di chi sa usarle, se magari dite a chiunque l’abbia fatto uscire dall’imbarazzo della domanda irrispondibile scrivendogli «Actually, I [...]

  3. Don’t take it personally

    Ci vuole la sconfinata incapacità di un giornalista italiano, per fare una brutta intervista a Madonna. Persino con tutti i paletti che preludono a una conversazione in cui la domanda più personale sia «Scrive prima la musica o le parole?», il Times riesce a cavarne roba buona e, soprattutto, il migliore tra i consigli che [...]

  4. La marchesa de’ conigli

    Non molto tempo fa, un tizio che conosco così commentava la visione della seconda stagione di Damages: «Uno intanto si chiede perché cazzo Gwyneth Paltrow o Penélope Cruz abbiano nel tinello di casa loro un Oscar e Glenn Close no.» E, in effetti, formulata così fa parecchia impressione (ricordo perfettamente la mattina in cui vidi [...]

  5. Poi, un pomeriggio qualunque di un giorno qualunque per una ragione così qualunque che se te l’avessero detta allora mai ci avresti creduto, devi chiamarlo. Lui. Lui che le ore le settimane gli anni che hai pianto. Lui che – drama queen da strapazzo che altro non sei –  «Voi non capite io non amerò [...]

  6. Michele Serra sulla ricchezza senza status, su quanto sarebbe meglio se il governo italiano passasse dal lettone di Putin al lettino dello psicanalista, e sul sempre rimosso concetto che «Elite is a good word», come rimarcava quell’altro.

  7. Almeno non ti avessi incontrato

    Prima legge del rimbombo nel padiglione auricolare (variazione alla legge unica della persistenza nella rètina.) Dati: un Soggetto1 con un debole per le parole e chi le sappia mettere in fila, scomporre e ricomporre, tenere in equilibrio a sette alla volta mentre altre quattro fanno tutto quel che l’oratore vuole; e un Soggetto2 che, appunto, [...]

  8. Autunno-inverno secondo le sfilate Ikea

    Una è felice di restare quattro mesi a fissare il display del telefono in attesa della chiamata che dice «Eccoli, sono arrivati, è il momento» – d’altra parte certe cose non le fa più per gli accessori a forma di fidanzato, quindi per non perdere l’allenamento è bene farle per gli accessori a forma di [...]