Il senso di Lucignolo per il tono

La cosa meravigliosa di questo servizio è che non c’è niente. Ma niente. Uno che passeggia, aspetta che apra il barbiere, si siede su una panchina. L’ho visto linkato su un socialcoso, e tutti concordavano trattarsi di character assassination, ma non è immediatamente chiaro in base a cosa.
Nel senso: vedi le immagini, e pensi «Bene, è uno di quei casi in cui torni in redazione e dici “Non c’è il pezzo”. Annalisa Spinoso sarà troppo timida per dire al caporedattore che non c’è pezzo, o la pagheranno un tot a servizio e dovrà pagar l’affitto, e insomma ha assemblato le immagini di niente che aveva, povera figlia.»
Poi ti rendi conto che, pur non essendoci nelle immagini (e neppure nel testo, che stigmatizza i calzini azzurri: quel che mancava alla comicità italiana, i precetti estetici di Claudio Brachino) una assassination, e  forse neppure un character, l’effetto è quello. Come quando il Tg4 fa vedere una che passeggia il cane a Venezia e la fa passare per una cosa losca, complice il buio (era un servizio di cui si rideva molto in rete l’anno scorso, qualcuno di voi con buona memoria mi recupera il link?); come quando i giovani, la droga, le macchine veloci, la musica alta, la perdizione.
Poi dicono che non sappiamo inventare i format. Basterebbe prendere il curriculum della Spinoso da lei stessa pubblicato in rete, leggerlo con lo stesso tono insinuante, e quel «praticamente di tutto» da lei usato per indicare i lavoretti con cui ci si arrangia da giovani diventerebbe altrettanto assassination, pur in mancanza di character, del passeggiare in attesa dell’apertura di un barbiere, con quel po’ di puntini di sospensione per cui pare il giudice attenda non barba e capelli ma almeno un pusher. È la lucignolizzazione collettiva: nessuno si senta escluso.

Comments so far:

  1. by Sweet Potato Pie on ottobre 16th, 2009 at 12:05

    Vergogna, il giudice va dal barbiere: e anchequiNon essendo un esponente del PD, io posso dirlo. Ma se qualcuno ce ne liberasse, anche con mezzi non cruenti? Non so, come Edgar ne Gli Aristogatti, metterlo in un baule e spedirlo in uno dei paradisi fiscali dove avrà nascosto un po’ di soldini?

  2. by RG on ottobre 16th, 2009 at 12:39

    “Stravaganze in giro per Milano”… pensavo fosse uno di quelli che faceva numeri di giocoleria ai semafori, ma magari nudo e dipinto di viola. Mi ricorda tantissimo la puntata dei Simpson in cui Homer viene accusato di stupro.

  3. by asdf on ottobre 16th, 2009 at 12:49

    Mi auguro che non sia questa povera crista qui, http://www.ateneonline-aol.it/basecurriculumaspi.html
    che ha lasciato il suo numero di cellulare in rete

  4. by Emanuele on ottobre 16th, 2009 at 13:06

    Ecco il video di Fede a Venezia:

    http://www.youtube.com/watch?v=FVlD_NSKNGA&feature=related

  5. by punto p on ottobre 16th, 2009 at 13:40

    http://www.youtube.com/watch?v=FVlD_NSKNGA
    muoio.

  6. by Grünewald on ottobre 16th, 2009 at 15:46

    Io non cammino, non marcio: strascico i piedi, io, mi fermo per strada, addirittura torno indietro, guardo di qua e guardo di là, anche quando non c’è da traversare. Sorpreso in atteggiamento sospetto, diceva appunto al telefono quel maresciallo del buon costume, dopo che mi ebbe fermato, caricato sul furgone nero, e portato in questura.
    “Come atteggiamento sospetto?” chiesi io un po’ risentito?
    “Allora lei vuol fare il furbo, ne’?” disse. “Lei camminava lentamente, e si è fermato due volte. Dove andava?”
    “A passeggio.”
    “Ah sì, a passeggio? Lei va a passeggio senza cravatta? Da solo? E non tira dritto per la sua strada? Va così lentamente? E si ferma?”
    Mi tennero chiuso a chiave una nottata intera, e intanto presero informazioni, ma non risultò nulla, e mi rimandarono a casa con tante scuse.
    “Ma anche lei, benedetto ragazzo” concluse il maresciallo del buon costume, paterno adesso. “Anche lei, girare così.”

  7. by lukiz on ottobre 16th, 2009 at 15:47

    Io non cammino, non marcio: strascico i piedi, io, mi fermo per strada, addirittura torno indietro, guardo di qua e guardo di là, anche quando non c’è da traversare. Sorpreso in atteggiamento sospetto, diceva appunto al telefono quel maresciallo del buon costume, dopo che mi ebbe fermato, caricato sul furgone nero, e portato in questura.
    “Come atteggiamento sospetto?” chiesi io un po’ risentito?
    “Allora lei vuol fare il furbo, ne’?” disse. “Lei camminava lentamente, e si è fermato due volte. Dove andava?”
    “A passeggio.”
    “Ah sì, a passeggio? Lei va a passeggio senza cravatta? Da solo? E non tira dritto per la sua strada? Va così lentamente? E si ferma?”
    Mi tennero chiuso a chiave una nottata intera, e intanto presero informazioni, ma non risultò nulla, e mi rimandarono a casa con tante scuse.
    “Ma anche lei, benedetto ragazzo” concluse il maresciallo del buon costume, paterno adesso. “Anche lei, girare così.”

    [bianciardi, la vita agra]

  8. by eNZO on ottobre 16th, 2009 at 16:44

    io a volte QUANDO cammino mi TOCCO la minchia, ma NON mi pare COSA di VERGOGNIA.
    se uno HAi i PROBBLEMI col suo pisello, ma che c’entro IO col mio?

    forse non ho capito il senzo della tua SCRITTURA, guglia, ma mi pare che c’è in GIRO un sacco di GENTE che hanno un sacco di PROBBLEMI. Col loro pisello. Ma di più con quello del CAPO.

    ciao da eNZO

  9. by Elena on ottobre 16th, 2009 at 17:24

    enzo ha scritto il solito capolavoro.

  10. by alessandro on ottobre 16th, 2009 at 18:31

    pare che schiena dritta brachino abbia commesso il più classico degli autogol. e si sente lui vittima.pestaggio mediatico dice. non c’è limite alle facce da culo.

  11. by stefano on ottobre 16th, 2009 at 21:39

    VORREI POTERNE RIDERE. MA RIDERE DI QUESTI ZERBINI NON SI PUO’.
    LA CALUNNIA E’ TRA LE COSE PIù INFAMI.
    VI PREGO NON SE NE PUO’ PIU’.