Shaved her legs and then he was a she

In attesa dei boxini di domani sulle analogie con Dirty Sexy Money, scritti da gente che manco sa cosa sia ma ha dato un’occhiata a Wikipedia, e degli elzeviri della prossima settimana su analogie e differenze tra Carmelita e Natalì, scritti da gente che già ha fatto la fatica di fare un giro a caccia di idee su un paio di blog prima della riunione, mica pretenderete guardi pure un telefilm – ecco, in attesa dei parallelismi tra il senatore Darling e il governatore Marrazzo, vorrei compiacermi di quanto per una volta gli sceneggiatori italiani siano quasi a livello degli americani.
La tempistica non è molto soddisfacente (mi avessero tirato fuori il Billy Baldwin italiano un mese fa, mi sarei assai più appassionata a queste noiosissime primarie: ‘sta sinistra, sulla tempistica dell’entertainment, deve imparare ancora molto da Berlusconi), ma dettagli come Natalì-coll’accento-sulla-ì non hanno davvero prezzo (si fa per dire – anzi, già che ci siamo: tremila euro? Ma è un prezzo di mercato? Un genere di così lussuoso lusso? E come se le può permettere, certe tariffe, un povero pubblico amministratore?)
Per non parlare dell’identificazione tramite tesserino dell’Agis con cui fare le righe di coca: notare il raffinato riferimento di sceneggiatura allo svoltafilettismo all’italiana, cascare sempre sugli sconti al cinema come degli Schifani qualunque. (È importante avere riferimenti culturali locali che il pubblico colga, non si può mica far troppo gli americani: quella è una confederazione di Stati tenuta assieme dalle memorie di amanti di politici che diventano bestseller, questa è una repubblica fondata sulle interviste delle mignotte a Repubblica.)
Solo, una nota per Natalì (che – mica scema – voleva partire, come se non andare lontano fosse uguale a morire): nella seconda stagione – quella che abbiamo visto davvero in pochi – Carmelita muore in un attentato che doveva uccidere altri. Danni collaterali, shit happens, quella roba lì. Era il comizio in cui il senatore stava per rendere pubblica la loro relazione. Fin lì, la trans era comunque sopravvissuta alla moglie, la quale per inciso non lavorava con un Mannoni che più o meno dichiara ai giornali che s’è chiusa in bagno a piangere, porella. Perché non è tanto, come diceva quello, che la vita imiti la cattiva televisione: è che ne rimpicciolisce le piccinerie.

Comments so far:

  1. by BNotizie Magazine on ottobre 24th, 2009 at 15:31

    a caccia di idee su un paio di blog prima della riunione, mica pretenderete guardi pure un telefilm – ecco, in attesa dei parallelismi tra il senatore Darling e il governatore Marrazz (Continua…) Leggi l’articolo originale: Shaved her legs and then he was a she

  2. by Elena on ottobre 24th, 2009 at 16:11

    L’ultima frase è un capolavoro da impare a memoria

  3. by eNZO on ottobre 24th, 2009 at 17:06

    lo sai GUGLIA quale è il FATTO di verità?
    Che c’era un detto un pò DI errore riguardo la POLITICA.
    Dicieva: la politica è SANGUE e MERDA.
    ERRORE di sbaglio!
    Mancava l”elemento che TUTTO lega ASSIEME tipo colla.
    Appunto.
    Perchè la POLITICA è SANGUE, MERDA e SPERMA.

    addio a tutti da io (eNZO)

  4. by EmmeBi on ottobre 24th, 2009 at 22:27

    a quando la rubrica a eNZO “i FATTI di verità”

  5. by anna on ottobre 25th, 2009 at 12:38

    ma chi è eNZO?
    no, dico: chi sta dietro questo nome?
    perchè penso di essermi innamorata come solo per john Taylor millanta anni fa…