Il seguito del capitolo viene omesso per scaramanzia

Niente, è che stavo discutendo con un amico di un capolavoro purtroppo fuori catalogo, e non ci ricordavamo un dettaglio e, siccome ho ricopiato a lui il passaggio che ci interessava, a ‘sto punto lo incollo anche a voi, ché quando uno è bravo bisogna fare opera di diffusione. (Non è che la Sperling farebbe un soldo di danno, a ristamparlo, eh.)

Massimo D’Alema è l’italiano che non c’è. Lucido, ossessivo, decisionista, supponente. Ogni tanto ne appare qualcuno: Fanfani, Craxi, Sacchi, Borrelli. L’unico grande attore che avrebbe potuto interpretarli era Ugo Tognazzi. Invece pensate a quanti, da Sordi in giù, saprebbero recitare la parte di Berlusconi, Di Pietro, Andreotti, Prodi, Veltroni. L’Italia che c’è. Quella dei proclami roboanti e delle mezze misure, dei peccatori pentiti e del contropiede in fuorigioco.

Comments so far:

  1. by miic on ottobre 26th, 2009 at 2:16

    e manco quello ad aggiornarlo

  2. by Guia Soncini on ottobre 26th, 2009 at 3:00

    ma son sempre gli stessi, non è che ci sia molto da aggiungere. forse è giusto morto il cane di rutelli.

  3. by Elena on ottobre 26th, 2009 at 11:38

    Chiaramente un cretino. L’unico attore che in Italia avrebbe potuto recitare la parte di D’Alema è Gassman.