Non ai politologi ma ai topi di laboratorio

Cinquanta-e-rotti per cento, d’accordo. Ma la notizia, già l’avrete capito, è un’altra: Pierluigi Bersani ha anticorpi talmente tosti da permettere alla sua candidatura alle primarie di sopravvivere al bacio della morte di Giuliano Ferrara.
Non c’era riuscito nessuno: non il partito liquido di Veltroni, non la presidenza della repubblica di D’Alema, non i numeri al box-office di Borat o Juno. La scienza la riteneva una condizione terminale di cui era impossibile la remissione. E invece.
(Non si è invece ancora arrivati, nonostante i molti studi, a perfezionare il vaccino che immunizzi dall’affettuoso abbraccio di Mario Adinolfi o Luca Sofri. Poi dice che non bisogna dare il 5 per mille alla ricerca scientifica.)

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Comments so far:

  1. by barynia on ottobre 26th, 2009 at 13:07

    Non c’era riuscita nemmeno la sua stessa lista in effetti.

  2. by Rob on ottobre 26th, 2009 at 13:21

    La temibile sindrome di Scalfarotto

  3. by karim on ottobre 26th, 2009 at 14:39

    è autobiografico …?

  4. by Guia Soncini on ottobre 26th, 2009 at 16:22

    certo. autobiografico delle mie candidature. nella lista «guasti della democrazia, o della sindrome “non ho niente da dire ma voglio commentare lo stesso”»

  5. by karim on ottobre 26th, 2009 at 16:51

    Bhe ,Borat e juno non erano candidiati, il bacio al Sanremo della Ventura era Suo o tuo.
    Mi piace tantissimo quelo che scrivi ,ti leggo li da una vita ;compreso gli uomini per cui valeva la pena far cose… , su merricler.
    Pero’qualche appunto lo posso fare o no ?

  6. by Guia Soncini on ottobre 26th, 2009 at 17:21

    giusto, anche tony renis. non è che me li posso ricordare tutti, eh. (poi in realtà renis aveva più la sfumatura «conformismo dell’anticonformismo: tutti dicono che è una merda, ergo la mia nicchia di mercato sarà dire che è una meraviglia, ché il senso comune è cosìììì sopravvalutato»)

  7. by j on ottobre 27th, 2009 at 14:27

    mah, viene il dubbio che a volte si commenti per partito preso
    (qui, contro i propri precedenti datori di lavoro, un classico, quasi banale)