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And later, when it gets dark

Oggi è stata una giornata piuttosto strepitosa, fatta in ordine del tutto casuale di: biancottini, pied-de-poule, commessi deliziosamente servili, zuppe di cipolle e porcini, michette, prove di tempismo di stìvgiòbs da stendigovescion col fischio, padrone di casa che vogliono dar soldi loro a me, oggetti smarriti ritrovati quando non ci si sperava più, altre michette, mezza stagione soleggiata, frange che improvvisamente stanno come si deve, proposte che non si vogliono rifiutare.
A metà della giornata perfetta, ho letto il più inarrivabile articolo di sempre. Ho pensato che avrei dovuto commentarlo. Però, davvero.
I canali tematici. Primum vivere. I punti esclamativi. La cura dell’anima. Le poche auto. La memoria amplificata. L’odierna dannazione. La contrizione esasperata. S’ingrossa come un torrente. Irrorare di insulti la missiva. Gli atti impuri. Il maglione.
Davvero: cosa si poteva mai aggiungere? Forse giusto offrire una birra a Caporale, sedersi da qualche parte e chiedergli quando abbia cominciato, e se pensi di poter smettere, ci dev’essere un gruppo di prosaliricisti anonimi, da qualche parte, vieni, Antone’, ti ci accompagno.
Poi, mentre delle lombate soffriggevano e io scrivevo una rubrica su analogie e differenze tra Carmelita e Natalì, qualcuno dei commensali ha raccontato un dettaglio retroscenista della vicenda. Non importa quale fosse. Importa solo che il racconto si concludeva con la frase che voglio conservare a memoria di un paese, di un pianeta, di un Geist ma soprattutto di uno Zeit: «Me l’ha detto il mio amico, che è il veterinario delle trans.»

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Permalink - Categoria: East Wing

Comments so far:

  1. by Urri on ottobre 27th, 2009 at 23:10

    il conservare una frase a memoria “di un Geist ma soprattutto di uno Zeit” è da laicare.

  2. by guia on ottobre 27th, 2009 at 23:28

    urri, non ho mica capito.

  3. by Urri on ottobre 27th, 2009 at 23:47

    mi piace quella frase, la decostruzione dello Zeitgeist. (non si capiva?)

  4. by guia on ottobre 27th, 2009 at 23:48

    forse adesso ho capito (sono lenta, ho una certa età)

  5. by Urri on ottobre 27th, 2009 at 23:49

    (ma io sono straniera e ho la paranoia di spiegarmi male)

  6. by guia on ottobre 27th, 2009 at 23:50

    sussùssù, non fare così, sempre a fishare i compliments.

  7. by Urri on ottobre 27th, 2009 at 23:50

    maddecché (è almeno giusto l’accento? prima l’avevo scritto sempre coll’accento grave)

  8. by Valentina* on ottobre 27th, 2009 at 23:53

    a inarrivabile io preferito così… così “così” di stamani

  9. by guia on ottobre 27th, 2009 at 23:53

    l’accento è giusto (le cose in ché sono tutte acute, anche se il word di merda te le cambia in sbagliate), io metterei una c sola.

  10. by adlimina on ottobre 28th, 2009 at 01:03

    ecco, vedi, se tu non avessi quel fottuto coso che sbatte i commenti di qui nei commenti di lì ora avrei potuto dire una cosa fichissima intelligentissima divertentissima sul prosaiolo. e invece. (annoto, ok, annoto)

  11. by guia on ottobre 28th, 2009 at 01:06

    pretendo mail immediata. (’sta cosa che voi terroni vi conoscete tutti, francamente)

  12. by adlimina on ottobre 28th, 2009 at 01:08

    non posso, violerei la mia privacy

  13. by guia on ottobre 28th, 2009 at 01:10

    se hai fatto roba con quello, I don’t even wanna know you.

  14. by adlimina on ottobre 28th, 2009 at 01:13

    ho dei principi, io. ne avevo anche da giovinetta (cioè: ma siamo matti?)

  15. by mal on ottobre 28th, 2009 at 14:46

    Articolo epico
    Peccato abbia dimenticato di aggiungere “sepoltura illacrimata” e “Italia Italia, gridava a desueti orecchi”.

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