Mi torna in mente stamattina, che fa un po’ più freddo e alla poverina è probabilmente stato infilato un colbacco di pelliccia, che ieri, mentre in maglietta di cotone e giacca sfoderata aperta aspettavo un tram, una signora redarguiva la figlia che, con giaccone invernale abbottonato fino al mento, aveva dato alla sciarpa un solo giro invece di due. Siccome interferire in cose che non mi competono è una delle caratteristiche che mi rendono così amabile, mi sono intromessa preconizzando che alla povera creatura sarebbe venuta la rosolia per il caldo. La genitrice mi ha risposto che lei (lei stessa medesima) aveva freddo, che è un buon criterio: tu hai una percezione della temperatura da malata terminale, e quella un metro più in basso deve imbacuccarsi. Ho fatto un ultimo tentativo borbottando «Vabbè, ma la sciarpa di lana…» e l’assertiva signora mi ha risposto «Non è lana, è cachemire.»

Dovevi rispondere: “Cachemire? Ah sì, la Vigogna dei poveri”.
Tu prendi il tram? No, dai, lo aspettavi soltanto per poi fare “Prenditori di tram? Tiè” col gesto dell’ombrello. Vero? Vero? Vero?
PS per tutti quell’artri, Sonc non è amabile, è amabilissima.