L’unica volta che ho visto Jemima Goldsmith, stava parlando con Simon LeBon nella hall del Four Seasons di Los Angeles. Sono corsa in camera, e ho telefonato alle amiche incurante del fuso orario e del senso del ridicolo, con la frenesia di una che ha appena verificato incontrovertibilmente che Rosario Dawson ha l’alluce valgo: «È bassa», ho puntoesclamativato a una tariffa di un dollaro al secondo o giù di lì.
Il fatto è che Jemima è l’entelechia della Ragazza Ricca. Scott Fitzgerald non avrebbe saputo disegnarla meglio: quella madre, quei capelli, quel fratello, quel marito. E persino Hugh Grant, sul quale ho opinioni che non condivido.
Fino a oggi, se avessi dovuto mettere in ordine di priorità le cose che mi incantavano di lei, non avrei esitato: her hair is full of money, Francis sarebbe stato d’accordo. Poi, poco fa, ho pensato per un attimo di sovvertire la classifica dell’invidiabilità: non ha, mai, un amore che non sia perfetto. D’altra parte anche noi cascheremmo solo su esemplari maschili a forma d’ideale, avessimo quei capelli.

Fortunato, lui. ” His heir is full of money”! :)