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Non verranno a chiederti del nostro amore

Ma, se dovessero, ricordati che siamo stati fuori sincrono e inconcludenti, asimmetrici e col dorso della mano sulla fronte, rancorosi e attaccati alle tende, primatisti del dramaqueenismo e protagonisti di drammi posticci, ma mai, mai – mai durante, figuriamoci dopo – originali.
(Ricordati anche che poteva andar peggio: potevamo somigliare a un film italiano fin de siècle, io senza copriocchiaie e tu con la riga in mezzo, un fonico di presa diretta incapace, il pubblico che fa «Eh?» nelle poche scene in cui non si urla, la critica che usa la parola «Incomunicabilità» con la voluttà di chi ha di recente visto un Beckett perché ha l’abbonamento all’Eliseo.)

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