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Quando chiedi troppo, e lo sai

È andata così. Che ieri ho visto la registrazione della puntata di X Factor a tema sanremese. Che a un certo punto c’era Almeno tu nell’universo, che mi è sempre piaciuta moltissimo, e han detto che l’aveva scritta Bruno Lauzi. Quindi ho scritto su un socialcoso «Uh, ma io non lo sapevo che era di Lauzi.» Nel cazzeggio canzonettistico che ne è seguito, un uomo adorabile con moltissimi difetti tra i quali un debole per Ligabue ha scritto «Almeno tu nell’universo non è bellissima: è la più bella canzone italiana degli ultimi enne anni.»
A quel punto ho fatto una cosa che non dovrei fare mai, io che se mi chiedono i miei registi preferiti son capace di dimenticarmi Allen o Hawks, io che le classifiche sono le prime vittime del mio esprit de l’escalier: ho controllato di che anno fosse Almeno tu nell’universo (’89) e mi sono messa a cercare degne concorrenti al titolo di miglior canzone degli ultimi vent’anni.
In nome della trasparenza, vi copio qui la mia lista come l’ho messa sul socialcoso in prima istanza, omettendone Ligabue per dispetto al tizio di cui sopra, e Tiziano Ferro e Jovanotti per non venire accusata di farmi traviare dai miei deboli.

La costruzione di un amore.
Discanto.
Faccio i conti con te.
Il mio cuore fa ciock.
Le storie d’amore.
Farewell.
Canzone delle domande consuete.
Cyrano.
Quattro stracci.
Compagni di viaggio.
L’amore comunque.
Cardiologia.
La cura*
Sally.
Rewind .
Marmellata #25.
Bruci la città.
T’appartengo.

* L’ho messa perché sennò chi li sentiva, quegli altri, ma sia chiaro che, se dovessi scegliere una sola cosa sopravvalutata nell’universo, La cura se la batterebbe con l’opera omnia di Almodóvar e quella di Philip Roth. L’unica ragione per cui riscuote tanto consenso è che l’ascoltatore abituale di Battiato non può credere che egli abbia scritto una canzone d’amore pura e semplice, comprensibile anche da chi non ha mai letto neppure un Adelphi (tranne forse Cathleen Schine.)

Insomma a quel punto ognuno inizia a citare le sue, e lo stesso tizio di cui sopra fa il nome di Bersani (non quello delle primarie, l’altro.) E lì mi rendo conto di non aver citato Giudizi Universali, forse l’unico sommo capolavoro a livello di Almeno tu nell’universo. Vado a letto considerando chiusa la gara, passa un’intera giornata, e poco fa ci si mette un altro e altrettanto odioso tizio, con poche ma paralizzanti parole: …E dimmi che non vuoi morire. E fanno due. Due che loro sole sono al livello della Martini, e io le ho dimenticate entrambe. E quindi vi pregherei, nel rispetto del mio evidente Alzheimer, di non chiedermi nulla circa le mie preferenze, o comunque di non tenere in alcun conto le mie risposte. Se nella lista dei cibi preferiti ometto i tortelli di zucca, se tra i cinque migliori Woody Allen salto Manhattan, se nella gara per il più grande romanzo di fine secolo sciorino titoli che non siano Il falò delle vanità, voi annuite, con la condiscendente comprensione che avreste per vostra nonna.

Comments so far:

  1. by kittese on novembre 7th, 2009 at 20:42

    .. ma T’appartengo (e io ci tengo ecc.)??

  2. by Guia Soncini on novembre 7th, 2009 at 20:59

    ma quando ci sorprenderà l’inverno.

  3. by Domiziano Galia on novembre 8th, 2009 at 16:45

    Manca L’ombra della luce. E non è opinabile.

  4. by Alberto on dicembre 8th, 2009 at 16:46

    Vabbè, mancano nell’ordine: Ballando al buio (Stadio), Di tanto amore (Ivano Fossati), Bene (Francesco De Gregori) Canzone per Iuzzella (Eugenio Bennato). E altre ancora, ovviamente…

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