Lungo i dedali della labirintica sede milanese
Austero edificio industriale
Massiccio portone
Grigiore neorealista
Cinerea, asettica, semivuota come il refettorio di un carcere minorile
Raffinati dettagli
Fiabeschi resoconti
Rarefatta parete di timidezza
Irrompe nella stanza con passo marziale
Ferrea compattezza della figura
Ispessire l’involucro di un ego nascosto e dissimulato
[Eccetera]
Ora, io capisco che, cercando di fare un giornale interessante, uno, a intervistare una stilista, mandi chiunque purché non una giornalista di moda, e tra i molti chiunque possibili l’Autore di Prestigio paia la scelta migliore.
Mi sembra persino comprensibile che il bollino di Grande Romanziere sia incollato sul soggetto con la Coccoina dell’ossessivo anteporre l’aggettivo al sostantivo: in fondo, basta anche molto meno, per il tesserino dell’ordine dei romanzieri.
Né mi stupisce che, in otto cartelle, l’Aut. di Prest. non riesca a far dire una-cosa-una all’intervistata, né a raccontare una-cosa-una interessante. Non mi stupisce perché il campionario quassù viene dalla sola introduzione dell’articolo, e un sei cartelle più avanti l’AdP dice «io mi posso guastare una giornata in cerca di un aggettivo», e insomma pensate quante giornate guaste per quel po’ po’ di cinerei fiabeschi labirintici rarefatti. Quante, e vanamente.

Mi piace. Adesso, buonanotte.
il link. uff.
io ora esco, e compro quella certa rivista, l’unica che può avere mandato quello lì a intervistare miuccia. poi però se intervistando la modella sconosciuta comincio a descrivere l’atmosfera rarefatta del naviglio della martesana, i capannoni senz’ambizione di cernusco, le lamiere inesorabili dell’hinterland milanese ecco, è colpa vostra
(un cazzo di link mai eh. magari NON e’ neanche in internette. che gli dei tutti strafulmininassero la redazione)
ecco di cosa ti volevo parlare. per il nervoso ho persino abbandonato il giornale in aereo, cosa che con quel giornale non faccio mai.
Si puo’ dire che è l’unico magazine fatto bene , o è più chic parlarne male ?
Per me Piperno è un genio . Gli è venuta bene una cosa e ora si dedica al cazzeggio , ce ne vorrebbero di presunti geni che capiscono i loro limiti.
temo che il giorno in cui saprai leggere una critica senza farti partire l’embolo sia persino più lontano del giorno in cui io avrò bisogno mi venga fatto notare se un giornale è ben fatto. il guaio è che, più lontano ancora di entrambi, è il giorno in cui un giornale ben fatto non incapperà mai in cose per le quali prenderlo per il culo. il guaio, o la fortuna.