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L’altra sera, mentre mi preparavo per andare a una festa provando e scartando una quantità per me inconsueta di scarpe, ho decretato che le Manolo invecchiano male. Si trasformano in zucche molto prima delle Lou, per dire. Anche quelle che mi sembrano ancora belle da guardare, poi non mi sembrano belle addosso. E, tuttavia, le uniche scarpe che ho comprato nell’ultima gita fuori porto (inteso come quello dell’Hudson river, che oltre a essere una freddura orrenda è anche inesatta perché sarebbe dentro porto, ovviamente, ma abbiate pazienza ché oggi va così) sono un paio di Manolo, quindi vedi che ancora ne imbrocca qualcuna.
Insomma poco fa un’amica faceva la bava su un paio di YSL molto belle ma rovinate da terribilissime platform (che è un po’ come dire «una strafiga sfregiata», ma vi ho già detto che non è serata per la logica), e io ho pensato due cose.
La seconda è che Stefano Pilati si merita che Anna W. lo guardi in quel modo raggelante.
La prima è che quell’uomo con la coda e gli alligatori ha sempre ragione.

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