Ha pubblicato un libro (ma d'altra parte chi non), se proprio ci tenete il titolo è scritto qua sopra bello grosso: sappiate però che dentro non ci sono le figure.
Scrive di canzonette e d'altro per D di Repubblica, e di tv e d'altro per Gioia; è terrorizzata all'idea di trovarsi, un giorno, costretta a cercare un lavoro vero.
uff. anche tu. lo sai come sono gli stranieri, quando vengono a roma. vanno giù di testa. per non parlare di firenze e di venezia. appartengono al mito. non è che ci puoi scrivere delle gran cose originali. ci son dei posti dove l’originalità si fotte.
oddio. scrive quattro pagine ma l’unica cosa che vuole raccontare è quella alla fine. “I take my girlfriend’s hand, look into her eyes and ask her a question.” [Avete capito? Eh, eh?] Hand in hand we walk. Rome sparkles like gold dust, a full moon hangs in the sky like a scuffed silver plate. [A-iu-to.] We are almost at the hotel when he sees me. “A rose for the lady?” says the flower seller. I dig into my pocket and fish out a coin. I smile as I take the single-stemmed red rose and offer it to my own bright star, my new fiancée. [re-ga-lo-ne]
scusate, io adesso capisco tutto, la retorica del giornalista in trasferta, i cliché un tanto al soprano, mille cose che ci siam già detti mille volte, ma mica vorremo negare la molestia degli ambulanti romani?
beh, no: a roma è impossibile mangiare all’esterno senza che se ne fermino una ventina minimo, a milano al massimo me n’è capitato uno (e no, non è solo perché si mangia meno spesso all’aperto)
uff. anche tu. lo sai come sono gli stranieri, quando vengono a roma. vanno giù di testa. per non parlare di firenze e di venezia. appartengono al mito. non è che ci puoi scrivere delle gran cose originali. ci son dei posti dove l’originalità si fotte.
oddio. scrive quattro pagine ma l’unica cosa che vuole raccontare è quella alla fine. “I take my girlfriend’s hand, look into her eyes and ask her a question.” [Avete capito? Eh, eh?] Hand in hand we walk. Rome sparkles like gold dust, a full moon hangs in the sky like a scuffed silver plate. [A-iu-to.] We are almost at the hotel when he sees me. “A rose for the lady?” says the flower seller. I dig into my pocket and fish out a coin. I smile as I take the single-stemmed red rose and offer it to my own bright star, my new fiancée. [re-ga-lo-ne]
Qualcuno se lo legga e si accerti che abbia scritto anche “when in rome ecc ecc”
Io almeno ho imparato la differenza tra girlfriend e fiancée.
e per impararla pure io? immagino che dovrei leggere tutto il pezzo, uhm.
Bastano le ultime venti righe (lo dico per il tuo bene).
Cioè, esattamente quelle riportate da Urri.
infatti, non lo leggere (non l’ho fatto neanche io, eh).
Qui a Parigi la risposta standard all’omino delle rose è “No, grazie, abbiamo già scopato”.
scusate, io adesso capisco tutto, la retorica del giornalista in trasferta, i cliché un tanto al soprano, mille cose che ci siam già detti mille volte, ma mica vorremo negare la molestia degli ambulanti romani?
anche di quelli milanesi in verità. peggio di quelli romani.
eh no, non lo vogliamo negare.
beh, no: a roma è impossibile mangiare all’esterno senza che se ne fermino una ventina minimo, a milano al massimo me n’è capitato uno (e no, non è solo perché si mangia meno spesso all’aperto)