Poi alla fine l’ho comprato, il Rolling Stone in cui il PrezdelConz è rockstar dell’anno (in attesa della dovuta investitura a Sexiest Man Alive.)
A me quelli di Rolling Stone Italia stanno simpatici: trovo commovente che ci sia, nel 2009, gente che ritiene di dover mantenere consoni gli standard della trasgressione mettendo le parolacce negli articoli, anzi di più, nei titoli, anzi ancor meglio: in un’intervista a Scamarcio, punto esclamativo. A me stanno simpatici, e d’altra parte lo sappiamo qual è, il guaio di questo paese.
Ho aperto e mi è quasi subito passata la voglia: Silvia Ballestra, Alberto Piccinini, Vincenzo Cerami – non c’era un nome sul quale non lampeggiasse al neon «Siamo qui a garantirvi che, dietro l’operazione furbetta e quei tre lanci di agenzia e boxini sul Corriere cui la testata anelava, non c’è neanche per un attimo una cover story simpatizzante.»
Ma, sempre per il guaio eccetera, ho iniziato a leggere uno degli articoli, per affetto verso l’autore. Ho smesso quasi subito, ma sorridendo molto. Perché il tuo problema non è se nei centri sociali pensano che se metti Silvio in copertina allora sei un venduto; non è neanche se io penso che se fai un’operazione così piccinamente furba mi fai tenerezza; il tuo problema è se il collaboratore che chiami a trasformare in articolo la tua grande idea comunicativa ti prende per il culo entro la prima cartella.
«Non sarà che, con Berlusconi in circolazione, tutto può mancare ma non gli argomenti, sui quali ad esempio trasformare un giornale stanco e a corto di sex appeal [...]» – sì, sì: parlava di Repubblica. O almeno fingeva di.

quella della coprolalia di antonelli è una battaglia che ho smesso di combattere. ammesso che abbia mai cominciato.
io provai a spiegarglielo a una sfilata di prada (il contesto, il testo): praticamente mi diede della perbenista.
Presto saremo talmente invischiati nel postmoderno che nasceranno riviste con il solo scopo di permettere a ogni membro di redazione di prendere per il culo tutti gli altri.
ma chi se ne frega di rolling stone, è più sovversiva famiglia cristiana, dai
Però ti ammiro. Io su Rolling Stone guardo le figure.
RS è anarcoide pure nella veste grafica. Certi articoli hanno ancora l’impaginazione e sfondo bianco di qualche anno fa, e sono leggibili, in altri non si capisce un cazzo perchè sono stampati sopra foto di sfondo in stile MySpace. E il dramma poi, è che dopo un breve dibattito “vero-provocazione”, tutta l’Italia ha concordato su “inutile paraculata”.