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Archivio novembre, 2009

  1. Poi giuro che per questa settimana (facciamo mese?) basta, ma mi sono ricordata di una volta in cui, ai saldi di Bergdorf Goodman, dividevo il divanetto con una tizia di milionaria bionditudine che mi disse «Io le compro perché mi piace il rosso sotto, secondo lei sono matta?» – ma non riesco a ricordarmi se [...]

  2. L’altra sera, mentre mi preparavo per andare a una festa provando e scartando una quantità per me inconsueta di scarpe, ho decretato che le Manolo invecchiano male. Si trasformano in zucche molto prima delle Lou, per dire. Anche quelle che mi sembrano ancora belle da guardare, poi non mi sembrano belle addosso. E, tuttavia, le [...]

  3. Suole rosse eppur bisogna andar

    Tornavo da un brunch ad alto tasso di bagel, quando è comparso il messaggio di un amico. Il testo era: «L’unica mozione da proporre al PD è quella contro l’ultimo singolo di J.Lo, Louboutins. Tra l’altro pronunciato Lubettans.» Ho pensato che fosse, beato lui, in una città in cui col brunch sono permessi gli alcolici, [...]

  4. Mancano quattro mesi, e già rido

    Mi distraggo un attimo, e nessuno che mi dia l’unica notizia per la quale potrei decidere di non disdire l’abbonamento a Sky.

  5. Vi linkerei anche l’articolo su Accidental Billionaires che esce domani e che ho ovviamente scritto solo per poter scrivere e far stampare le parole Aaron Sorkin (pitch non dico testuale ma quasi: Collab. Fanat. «C’è questo film, sì è di Fincher, sì è su Facebook, ma la cosa rilevante è che lo scrive Sorkin», Caposerv. [...]

  6. Quando vai ai junket (quelle ammucchiate in cui, come insegnava Billy Crystal in America’s Sweethearts, si riempiono i giornalisti di cibo e gadget dimodoché essi neanche si accorgano se il film di cui devono scrivere non esiste – e chiunque abbia mai visto un giornalista davanti a un buffet sa che non è un’impresa complessa), [...]

  7. e anche «The autumnal equinox is usually good to me» ma soprattutto «You know what I do when I win? Two drinks» (no, niente, è che avevo promesso a una tizia che conosco di scrivere qualcosa su quest’idea che «John Wells might be the best thing that ever happened to her», her intesa come la [...]

  8. Le grandi verità che eccetera

    Tutto quello che serve dirsi, se lo son detto Amy e Josh.

  9. Bag lady

    Ho il sospetto che, quando dal borsellino di Saint Laurent tiro fuori mezza bustina di dolcificante ripiegata e conservata, e le monetine con le quali pagare il caffè, i baristi pensino ch’io sia la barbona più inutilmente chic dell’isolato.

  10. E se non ti avessi uscirei fuori a comprarti

    Accade dopo una certa età, che non è tanto quella della ragione quanto quella delle repliche. Accade quando sei già stata in tutti i ruoli, cornificata, cornificatrice, amante non corrisposta, amata smaniosa, Rebeccalaprimamoglie nella sua accezione più errata, la poveretta che viene dopo Rebecca, Scarlett, Melania, persino Ingrid Bergman in Gaslight, per non parlare di [...]